PHOTO
BOLZANO. «Da più di 2 anni l'Inps mi deve restituire 6.300 euro ma non ho visto un soldo». Francesco Giordano, 62 anni, insegnante in pensione (ancora attivo come ingegnere), ha una certezza: «Non mollo, prima o poi li rivedrò». Dovrà prendere i funzionari per sfinimento. L'ex docente spiega l'arcano e ci fa strada nella selva dei contributi. «Nel 2009, da insegnante, versavo i contributi per la pensione all'Inpdap e da libero professionista versavo quelli integrativi del 2% alla cassa nazionale degli ingegneri, senza peraltro avere la possibilità di percepire la pensione».
E non è tutto. «Versavo anche il contributo del 17% all'Inps come parasubordinato visto che sono iscritto dal primo aprile 1996 alla "gestione separata"». Quindi nel 2009 Giordano versa due acconti all'Inps, il primo a giugno, il secondo a novembre per un totale di 6.300 euro. E succede che nella dichiarazione dei redditi 2010 versa di nuovo - per errore - lo stesso importo. «Ad agosto 2011 mi arriva una comunicazione dall'Agenzia delle Entrate. Mi spiegano che avevo pagato due volte la stessa somma e mi dicono che per riavere i soldi devo chiederli all'Inps visto che erano già stati versati all'Istituto».
Lei che fa? «Presento la domanda di rimborso all'Inps». Quindi aspetta ma non succede nulla. «Il mese dopo mi ripresento e mi sento dire che mancavano le copie dei versamenti degli acconti». Se le era dimenticate? «No, le avevo già allegate». Comunque sia le copie prendono forma seduta stante perchè il commercialista le spedisce in tempo reale al funzionario che ha in mano la pratica. Arriva ottobre e ritorna all'Inps. «Ricontatto lo stesso funzionario per sapere a che punto fosse l'iter». Che le dice? «Che a causa di una legge che metteva in relazione l'Inps con la cassa ingegneri non mi riconoscono il diritto al rimborso».
Lei che fa? «Spiego che avendo versato un contributo in più del dovuto e non essendo iscritto alla cassa ingegneri per la pensione, avevo diritto al rimborso versato. Il funzionario capisce di aver sbagliato e mi dice che avrebbe portato avanti la pratica». E siamo a novembre. «All'Inps mi dicono di cambiare funzionario e di andare dal superiore di quello precedente. E così faccio». Il nuovo interlocutore? «Ribadisce che il rimborso non poteva essere liquidato perché - testuale - "il software si bloccava per colpa di pregresse compensazioni effettuate negli anni precedenti al 2009" e mi rimanda al 21 dicembre per ulteriori ragguagli».
Che succede il 21 dicembre? «Mi dice che il software non è ancora stato aggiornato e mi consiglia di passare alla compensazione nella dichiarazione dei redditi del 2012. Io lo prego di formalizzare le sue indicazioni. Dopo circa due settimane mi arriva una lettera in cui mi si chiarisce che la procedura per il rimborso sarebbe stata troppo lunga senza peraltro indicarne le modalità». Siamo a febbraio 2012. «Situazione invariata. Il funzionario mi spiega che per la compensazione doveva indicarmi un "codeline" da inserire nel modello unico del 2012.
A fine marzo lo ricontatto per avere il "codeline", ma non riesco ad ottenerlo per un problema di rete. A questo punto decido da solo che fare». Che fa un uomo sfinito? «Chiedo il rimborso dell'importo pagato in più nel 2009 e pagherò regolarmante quanto dovuto all'Inps nella dichiarazione dei redditi 2012. Senza fare alcuna compensazione».
E non è tutto. «Versavo anche il contributo del 17% all'Inps come parasubordinato visto che sono iscritto dal primo aprile 1996 alla "gestione separata"». Quindi nel 2009 Giordano versa due acconti all'Inps, il primo a giugno, il secondo a novembre per un totale di 6.300 euro. E succede che nella dichiarazione dei redditi 2010 versa di nuovo - per errore - lo stesso importo. «Ad agosto 2011 mi arriva una comunicazione dall'Agenzia delle Entrate. Mi spiegano che avevo pagato due volte la stessa somma e mi dicono che per riavere i soldi devo chiederli all'Inps visto che erano già stati versati all'Istituto».
Lei che fa? «Presento la domanda di rimborso all'Inps». Quindi aspetta ma non succede nulla. «Il mese dopo mi ripresento e mi sento dire che mancavano le copie dei versamenti degli acconti». Se le era dimenticate? «No, le avevo già allegate». Comunque sia le copie prendono forma seduta stante perchè il commercialista le spedisce in tempo reale al funzionario che ha in mano la pratica. Arriva ottobre e ritorna all'Inps. «Ricontatto lo stesso funzionario per sapere a che punto fosse l'iter». Che le dice? «Che a causa di una legge che metteva in relazione l'Inps con la cassa ingegneri non mi riconoscono il diritto al rimborso».
Lei che fa? «Spiego che avendo versato un contributo in più del dovuto e non essendo iscritto alla cassa ingegneri per la pensione, avevo diritto al rimborso versato. Il funzionario capisce di aver sbagliato e mi dice che avrebbe portato avanti la pratica». E siamo a novembre. «All'Inps mi dicono di cambiare funzionario e di andare dal superiore di quello precedente. E così faccio». Il nuovo interlocutore? «Ribadisce che il rimborso non poteva essere liquidato perché - testuale - "il software si bloccava per colpa di pregresse compensazioni effettuate negli anni precedenti al 2009" e mi rimanda al 21 dicembre per ulteriori ragguagli».
Che succede il 21 dicembre? «Mi dice che il software non è ancora stato aggiornato e mi consiglia di passare alla compensazione nella dichiarazione dei redditi del 2012. Io lo prego di formalizzare le sue indicazioni. Dopo circa due settimane mi arriva una lettera in cui mi si chiarisce che la procedura per il rimborso sarebbe stata troppo lunga senza peraltro indicarne le modalità». Siamo a febbraio 2012. «Situazione invariata. Il funzionario mi spiega che per la compensazione doveva indicarmi un "codeline" da inserire nel modello unico del 2012.
A fine marzo lo ricontatto per avere il "codeline", ma non riesco ad ottenerlo per un problema di rete. A questo punto decido da solo che fare». Che fa un uomo sfinito? «Chiedo il rimborso dell'importo pagato in più nel 2009 e pagherò regolarmante quanto dovuto all'Inps nella dichiarazione dei redditi 2012. Senza fare alcuna compensazione».
© RIPRODUZIONE RISERVATA


