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BOLZANO. Forse siamo a una svolta, stavolta per davvero, sul caso del terzo palazzo di via Alto Adige, quello che avrebbe dovuto ospitare la sede Ipes mai realizzata, fra la Camera di commercio che dà su piazza Verdi e il secondo palazzone al confine con la curia vescovile. Ieri la commissione edilizia del Comune ha approvato la distribuzione delle tipologie di cubatura, ossia quella da dedicare a opere e impianti pubblici e quella da dedicare al terziario. Il sessanta percento, come deciso in precedenza dalla commissione urbanistica, andrà per opere e impianti pubblici, il quaranta percento per i servizi privati e il terziario. La maggior parte degli spazi che potranno essere dedicati ai servizi privati è così andata al lotto comunale, solo una piccola parte è andata invece al lotto di proprietà della Camera di commercio.
A prima vista potrebbe apparire solo un passaggio tecnico, e così in effetti è, ma fondamentale almeno per due ordini di motivi. Intanto era necessario per proseguire l’iter, ma in secondo luogo, e soprattutto, mostra che il municipio sta accelerando sulla questione del terzo palazzo di via Alto Adige, una vicenda annosa, che si trascina da troppo tempo. Lo sottolinea l’assessore Chiara Pasquali al termine della commissione edilizia: «Abbiamo approvato il piano di attuazione di via Alto Adige, distribuendo le cubature nei diversi lotti. Era necessario stabilire come distribuire i volumi da destinare a opere e impianti pubblici e al terziario commerciale. Le cubature totali per ciascuna tipologia sono quelle già stabilite, in sessanta percento per il pubblico e quaranta percento per il terziario commerciale. Il lotto principale, di proprietà comunale, avrà la maggior parte della cubatura per il terziario commerciale, una piccola quota andrà invece al lotto della camera di commercio». Questa distribuzione, al netto dei tempi necessari per eventuali opposizioni ecc., rendendo più appetibile il lotto comunale permetterà di dare l’avvio a un bando di gara in tempi relativamente brevi. «Dobbiamo e vogliamo accelerare sulla questione, per risolverla definitivamente».
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