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BOLZANO. Blindatura dell’autonomia e numero dei senatori, con rischio di perdita del senatore «italiano»: da oggi iniziano le danze per il Trentino Alto Adige. E nulla è scontato. La commissione Affari costituzionali del Senato, in cui siede Francesco Palermo, avvia le votazioni sulla riforma costituzionale. Il testo attuale della riforma del Senato e del titolo V della Costituzione viene ritenuto pericoloso per le prerogative dell’autonomia speciale. Nei giorni scorsi innumerevoli contatti dei senatori altoatesini e trentini con esponenti del governo. Discussioni, chiarimenti, mezze promesse ma alla fine, ammette Palermo, «il testo arriva in commissione senza che le nostre richieste siano entrate negli emendamenti del governo». Toccherà allora a Palermo in aula, e ai colleghi del Gruppo per le autonomie, condurre la battaglia per fare entrare i propri emendamenti nelle riforma. O almeno una parte di essi. Alla vigilia del voto Palermo ammette di essere ottimista sulla clausola di salvaguardia e pessimista sul numero dei senatori.
Le competenze. La riforma del titolo V della Costituzione prevede un alleggerimento del potere legislativo delle Regioni, con il recupero da parte dello Stato dei poteri di legislazione esclusiva su materie come sanità, scuola, commercio e ambiente. Il disegno di legge prevede finora solo questa dicitura di tutela delle autonomie speciali: «Le disposizioni di cui al Capo IV non si applicano alle Regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano sino all’adeguamento dei rispettivi statuti». Una tutela troppo blanda, secondo i presidenti provinciali e i parlamentari locali. La battaglia in commissione sarà su una più stringente clausola di salvaguardia. Gli emendamenti depositati prevedono che l’impianto attuale delle competenze resti invariato fino all’adeguamento dello Statuto, che le eventuali modifiche allo Statuto avvengano solo con l’intesa tra le Province e lo Stato, che ulteriori competenze possano essere assegnate alle due Province attraverso norme di attuazione.
Il nuovo Senato. Nel nuovo Senato ci saranno cento senatori. Nel taglio drastico dei posti, le Regioni saranno rappresentate in proporzione al numero degli abitanti. Il testo che arriva oggi in commissione prevede per il Trentino Alto Adige 4 senatori (oggi sono sette), due per l’Alto Adige e due per il Trentino. Ogni provincia indicherebbe un sindaco e un consigliere provinciale. Nell’incontro con il ministro Maria Elena Boschi i senatori Karl Zeller e Vittorio Fravezzi avevano puntato i riflettori sul caso Bolzano. Con due soli senatori «rischia di scomparire il rappresentante del gruppo italiano». La richiesta del Gruppo per le autonomie, è di prevedere tre senatori per l’Alto Adige. Boschi non ha promesso nulla. Palermo spera, ma non si illude: «È difficile che ci garantiscano tre senatori». L’italiano è dato per perso? I senatori, Zeller compreso, hanno depositato un emendamento di riserva: nel caso di due senatori altoatesini, questi dovranno appartenere a due gruppi linguistici diversi.
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