LAIVES. Hanno sempre collaborato con l'amministrazione comunale di Laives; hanno avuto pazienza nel sopportare anche situazioni che non condividevano pur di portare avanti i settori giovanili ma adesso i responsabili dell'Ap Laives, società che promuove la pallavolo, dice basta! «Siamo una delle società pallavolistiche più vecchie della provincia - dice Bruno Mosna, il presidente - e fin dall'inizio siamo animati esclusivamente dalla passione per la pallavolo e dal desiderio di diffonderla sul nostro territorio. Il risultato, da qualche tempo, è che l'amministrazione comunale di Laives ci ha messi in difficoltà per quanto riguarda l'utilizzo della palestra, mettendo in secondo piano le nostre esigenze rispetto a quelle del Neruda Volley. In sintesi - spiega Mosna - quello che chiediamo al Comune di Laives è la mezz'ora, dalle 18 alle 18.30, sul campo A del palazzetto di Laives (mezz'ora che invece ci è stata tolta spostandola tra le 19.30 e le 20, orario non proprio congeniale ai bambini del minivolley) per darla al Neruda volley. Idem alla palestra di San Giacomo, con le ore spostate a Laives. In difficoltà quindi si trova anche la nostra squadra di serie C maschile, che non ha la possibilità di allenarsi sul campo intero almeno una volta alla settimana, ore anche queste date al Neruda volley. Faccio notare che il Neruda volley ha a disposizione, oltre alle palestre di Laives, anche quelle di Bronzolo, Ora e Termeno». Il presidente Mosna ribadisce che non sarebbe sua intenzione polemizzare con il Neruda volley, società con la quale - dice - «abbiamo rapporti sportivi e cordiali e riteniamo che i successi delle ragazze siano un bene per tutta la pallavolo provinciale. Però deve essere chiaro anche che il Neruda volley è una società di Bronzolo, che per varie ragioni ha ottenuto le palestre anche a Laives, cosa positiva, a patto che non intralci (come è successo e sta succendendo) l'attività di chi, fra mille difficoltà, già qui opera. A nostro avviso infatti, il Comune di Laives dovrebbe prima di tutto preoccuparsi delle esigenze di coloro che risiedono sul suo territorio e poi, se avanzano spazi, anche degli altri. Le strutture che abbiamo qui, a fatica bastano invece per le esigenze dei residenti per cui non vedo ragione di concedere ad altri quello che di fatto non hanno». Ricordiamo che analoghe critiche al Comune di Laives erano state mosse recentemente da un'altra società di pallavolo giovanile di San Giacomo e per analoghi motivi. Nel regolamento comunale per gli impiani del resto si raccomanda di favorire l'attività amatoriale per i più giovani.

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