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BOLZANO. Ieri al Centro di riabilitazione di via Fago - dove è “ospitato” l'Hospice del reparto di Cure palliative dell'ospedale di Bolzano coordinato dal dottor Massimo Bernardo - è avvenuta la consegna di un ecografo. L'apparecchio, donato dall'associazione “Il Papavero- der Mohn”, rende possibile l'inserimento ecoguidato degli accessi venosi. «In poche parole - spiega Lia Ossanna, coordinatrice infermieristica del reparto dal 2011 -, significa che lo strumento può individuare le vene che consentono di applicare gli aghi in profondità (per la somministrazione delle terapie, ad esempio) e di lasciarli lì per un periodo di sei mesi/un anno, contro i normali accessi di superficie che devono essere sostituiti ogni due/tre giorni, con grande sollievo da parte del paziente che viene così liberato da una ulteriore sofferenza». Proprio di questo, risparmiare sofferenza al paziente, si occupano le cure palliative, curare il dolore quando la malattia ha già vinto. «Molti malati all'inizio sono arrabbiati, mi chiedono “ma perché questa cosa è successa proprio a me ?” Noi li aiutiamo a non morire arrabbiati a godere fino alla fine della vita». Per le cure palliative esiste una legge specifica dal 2011. A questa legge si è adeguata la nostra Provincia creando ufficialmente il reparto coordinato da Bernardo che lavorava già in questo ambito dal 2004, e che a ottobre traslocherà di nuovo al padiglione “W” dell'Ospedale di Bolzano, attualmente in ristrutturazione. L'Hospice, così si chiama la struttura dedicata a questo particolare tipo di assistenza, avrà 11 posti letto, ma non sarà un classico reparto ospedaliero. L'atmosfera e l'arredamento ricorderanno una casa, un luogo familiare, vi sarà una cucina e la possibilità di far da mangiare qualcosa di speciale, far entrare i propri animali domestici. «È molto importante che l'ambiente ricordi il più possibile una casa, l'ideale resta quello di morire a casa propria, tra i propri cari». Prosegue il Dottor Bernardo: «Per questo è importante che la Provincia investa anche risorse nell'assistenza domiciliare. Con attuali fondi stiamo assistendo nella loro abitazione circa 200 pazienti all'anno, con un dispendio di energie anche personali enorme. A sostegno del lavoro dell'equipe del dottor Bernardo, è molto attiva l'associazione "Il Papavero", che per la maggior parte è costituita da parenti dei pazienti, come Adriano Beatrice che è uno dei volontari e che venuto in contatto con questa realtà quando nel 2008 a sua moglie è stato diagnosticato un tumore: «Il nuovo ecografo - spiega - costato circa diecimila euro, è il frutto di una nostra raccolta fondi, così come gli arredi del nuovo reparto ospedaliero, e la vettura per gli interventi domiciliari». «L'obbiettivo - conclude - Bernardo - è quello di poter coprire tutte le 24 ore di assistenza domiciliare. Attualmente assistiamo 200 persone. Per gli stessi utenti a Trento ci sono 8 medici, qui siamo in 3».


