PHOTO
BOLZANO. Il premier Renzi, al festival dell’economia di Trento, ha annunciato lo “Sblocca-Italia”, ovvero misure speciali, per far ripartire opere stoppate dalla burocrazia. Ma a bloccare o, nella migliore delle ipotesi, rallentare, oltre agli interminabili iter burocratico-amministrativi, ci sono anche i ricorsi prima al Tar e poi al Consiglio di stato: contenziosi che richiedono tempi lunghissimi. A Bolzano ci sono almeno due grosse opere bloccate dai ricorsi - la Casa di cura Bonvicini e il Polo tecnologico - e una - la Cantina di Gries - per la quale dopo un contenzioso durato tre anni e mezzo è arrivato finalmente il pronunciamento dei giudici di secondo grado. Nel frattempo però la crisi economica ha cambiato molte cose e quello che nel 2010 era un affare, oggi non lo è più. Solo per queste tre opere sono previsti investimenti per 82 milioni di euro, una somma importante che consentirebbe ad aziende e artigiani di tornare a lavorare.
Casa di cura Bonvicini. Dopo un lungo iter burocratico alla fine del 2012 sono iniziati i lavori di ampliamento della clinica di via Pacher: costo 10 milioni di euro. «Non si tratta - ricorda Alessandro Bonvicini - di aumentare il numero dei letti - in tutto oggi sono 86 - ma di migliorare lo standard qualitativo della struttura. È la condizione necessaria per ottenere il rinnovo della convenzione dalla Provincia». Ma un centinaio di abitanti delle vie limitrofe hanno presentato ricorso al Tar. Risultato: nel febbraio del 2013 è arrivato lo stop ai lavori. Siamo nel 2014, il cantiere è ancora fermo ed è facile immaginare che lo resterà ancora a lungo. Il Tar nel frattempo ha nominato un perito, le parti a breve potranno presentare le osservazioni. L’udienza per la discussione nel merito è fissata per il 5 novembre. È probabile dunque che entro fine anno ci sarà una sentenza, ma sia che sia a favore della clinica sia che accolgano le ragioni dei ricorrenti, non è detto che il contenzioso sia concluso, anzi. Bisogna fin d’ora mettere in conto un ricorso al Consiglio di stato. Quindi altri mesi, o più realisticamente anni, di incertezza. «Noi - spiega Bonvicini - abbiamo una convenzione con la Provincia che si rinnova di anno e in anno. Lavorare in questa situazione è difficile, perché non si possono fare programmazioni a lungo termine. A questo punto è in ballo la sopravvivenza stessa della clinica».
Polo tecnologico. È un investimento da 30 milioni di euro. Bloccato anche quello dai ricorsi, dopo che nel 2013 i lavori erano stati assegnati alla Zh di Campo Tures. Ma la seconda classificata, la Volcan, e la terza, la Unionbau, fanno ricorso. Il Tar alla fine dello scorso anno decide che la Zh non doveva neppure essere ammessa alla gara in quanto era in concordato preventivo e respinge il ricorso della Unionbau. Si vorrebbe assegnare l’appalto alla Volcan, seconda classifica, ma la sentenza viene impugnata da Unionbau e Platterbau subentrata alla Zh: entrambe chiedono la sospensione degli effetti della sentenza del Tar. A marzo il Consiglio di stato rigetta la richiesta e dichiara eseguibile la sentenza del Tar. Tutto a posto, si comincia? Assolutamente no. L’Agenzia degli appalti emette un atto che annulla l’assegnazione dei lavori alla Zh e lo aggiudica in via provvisoria alla Volcan . «Ma i lavori non sono ancora partiti - spiega Ulrich Stofner, direttore della Bls, cui nel 2012 la Provincia ha delegato la costruzione del Parco tecnologico - perché l’Agenzia per gli appalti, volendo evitare nuovi ricorsi, ha chiesto al Consiglio di Stato di pronunciarsi nel merito. In sostanza, si vuole avere la certezza che, stabilito che l’appalto non può essere assegnato alla Zh, si possa in automatico dare alla seconda. Speriamo solo che questa situazione si sblocchi al più presto e si possa partire con i lavori».
Cantina di Gries. L’iter è iniziato nel 2008 se non prima: l’operazione prevede una permuta che consente di spostare la storica cantina di Gries nella zona di San Maurizio, al suo posto sono previsti 110 alloggi. Un’operazione da 40 milioni di euro. I contenziosi promossi da ambientalisti e confinati hanno bloccato tutto per tre anni e mezzo. «A settembre del 2013 è arrivata la sentenza - spiega Georg Mayr, presidente del collegio sindacale della Cantina - che chiude definitivamente la vertenza. Il contenzioso ci ha causato un danno enorme. I questi tre anni e mezzo sono cambiate tante cose: il mercato immobiliare è in crisi e le condizioni sono mutate anche per la ditta con la quale avevamo previsto la permuta. Speriamo comunque di riuscire a risolvere tutto in tempi brevi e iniziare i lavori».


