BOLZANO. A pochi giorni dal verdetto su chi costruirà il megastore di via Alto Adige (atteso per lunedì 27 ottobre ma che forse slitterà di qualche giorno), Georg Oberrauch ed i 37 della cordata di “Emozioni” mostrano di esserci. E di credere nell'impresa. Ma il ricorso preventivo per il bando che avete fatto al Tar? «Solo bisogno di trasparenza normativa. La legge non è limpida, lascia troppi spazi interpretativi. E poi, chiedetevi: meglio farlo adesso il ricorso, a cantieri fermi o dopo, con le ruspe in moto? Qui nessuno di noi cerca scorciatoie». Ecco la cordata che risponde alle accuse. Perchè quelle rivolte loro dall’assessore all’urbanistica Chiara Pasquali erano state precise ("hanno paura della concorrenza, vogliono bloccare tutto"). E molto dure. Più sfumate quelle del sindaco Spagnolli, che pure aveva condiviso nella sostanza la sorpresa del Comune per una chiamata in causa della magistratura con la commissione giudicante ancora al lavoro. Oberrauch ed il presidente di Assoimprenditori Stefan Pan tengono il punto: «Abbiamo il progetto più integrabile con la città, Benko si è dovuto adeguare alla nostra visione cambiando il suo; ci abbiamo messo già tanti soldi nostri, tanti di più siamo pronti a metterne per realizzarlo. E' un delitto voler garantire un terreno normativo più solido? E assicurarci che l'intero piano di riqualificazione non crolli come un castello di carte alla prima verifica?».

Luciano Giovanelli insiste: «Siamo commercianti, professionisti e imprenditori che non hanno alle spalle magnati della speculazione. Chiediamo pari opportunità. E che qualcuno certifichi dove, eventualmente, non ci sono». Il portavoce della cordata è impegnato anche nelle ultime modifiche progettuali.

Cosa è stato aggiunto?

Ci siamo mossi sulle indicazioni della commissione. Solo qualche messa a punto. In particolare ci sarà un nuovissimo sistema di mobilità integrata.

In rapporto con la nuova stazione autocorriere in via Renon?

Soprattutto. Si è previsto un tapis roulant che collegherà i treni agli autobus. Saranno favoriti gli anziani e chi ha bagagli pesanti. E poi mezzi navetta da e per il centro. Sul resto, eravamo già avanti. Sono stati gli altri concorrenti a dover diminuire la cubatura e aumentare gli spazi verdi...

In Comune vi hanno attaccato per il ricorso preventivo...

Il ricorso è stata un'azione pienamente legittima. Ci mancherebbe. Ma giustificata da una legge poco chiara.

Si è detto: vogliono ritardare, prendere tempo...

Mettiamola così: se io devo costruire una casa mi chiedono mille garanzie da mille commissioni; se dovrò costruire mille case, perchè il megastore è un grande progetto, cosa sono sei mesi in più per chiarire bene le cose e poi partire sicuri? Meglio pazientare prima, che fermare tutto dopo.

Benko dice di averli "cash" i soldi necessari per la riqualificazione. Voi?

Molti dimenticano, anche gli assessori a volte, che accanto al piano progettuale esiste un piano finanziario. E' obbligatorio. Il nostro è lì, pronto. Prevede la copertura dei 250 milioni necessari per la conclusione dell'opera. La differenza è che sono tutti soldi nostri, investimenti sudati: per questo abbiamo voluto tutelarli chiedendo una garanzia in più che la corsa sia regolare.

Cosa temete?

Sul progetto in sè nulla. Ma guardiamo a cosa è accaduto al MeBo Center. Un imprenditore lo ha costruito ma il quadro normativo era incerto e adesso sarà abbattuto. Doveva anche lui garantirsi prima? Forse sì. E l'Electronia ai Piani? Stessa fine, dopo tanti investimenti. Anche lì una legge a interpretazione variabile...

E adesso?

«Aspettiamo il verdetto. Abbiamo piena fiducia nel lavoro della commissione».

Appuntamento alla settimana prossima.