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BOLZANO. Genitori e non solo contro il nuovo calendario scolastico voluto dall’assessore provinciale Kasslatter Mur. Stavolta a scendere in campo assieme a mamme e papà è una categoria finora assente, ma in realtà presentissima, perché anch’essa impegnata nella gestione scolastica: i nonni vigili. Il motivo della lagnanza è noto, ma il nodo viene al pettine adesso, che la crisi economica sta mordendo forte e soprattutto ora che inizia l’estate. L’unica per poter andare al mare, per molti, era scegliere settembre, per via dei costi ridotti rispetto all’alta stagione. Da quest’anno non si potrà più preferire questa opzione, visto che le lezioni iniziano già il 5 di settembre. Si avrà tempo per recarsi in vacanza a novembre, certo, ma in quel periodo ci andrà solo chi può permettersi le ferie alle Maldive, alle Canarie o a Tenerife. Ma non sono certo scelte per tutte le tasche.
Per questo motivo un nutrito gruppo di genitori bolzanini, sia delle elementari che delle medie, supportati anche da numerosi nonni vigili, ha scritto una lettera alla giunta provinciale, a firma del portavoce, Renato Vaccaro. «Voremmo sapere - si scrive - con quale criterio è stato fatto il calendario scolastico 2012-13?». Poi si prosegue: «Capiamo fino ad un certo punto la copertura delle ore di lezione con rientri e altro, ma non capiamo l'anticipo di una settimana in settembre per poi fare una settimana di ferie a novembre per i Santi». Questo calendario «per noi persone “comuni” non va bene, per il fatto che essendo un periodo di grave crisi economica non ci si può permettere di andare in ferie (meritate) in luglio e agosto e ci rimarebbero i primi 10 giorni di settembre». Tantomeno, «si può andare in ferie nella prima settimana di novembre; può permetterselo solo chi va nel Mar Rosso». Poi c'è il problema che «uno dei due genitori deve prendere permesso al lavoro o addirittura ferie per accudire i figli in ferie dettate (Diktat!)». Riguardo a tutta questa faccenda molto seria, «chiediamo che il vice presidente ed assessore alla scuola Tommasini decida battendo i pugni sul tavolo». Non si capisce infine «perchè il Tar possa decidere solo il 23 ottobre per una questione così seria. Si tratta forse di una questione esclusivamente politica non certo voluta dai genitori».
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