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Bolzano. L’ha chiamata Aurora come la luce che, dopo la notte, annuncia l’arrivo del sole. Perché quella bimba, nata il 13 giugno in Australia, per Chloe Kennedy, 30 anni, segna l’uscita dal buio nel quale era precipitata il 13 febbraio del 2017, dopo una brutta caduta sulle piste del Monte Elmo, a Sesto in Alta Val Pusteria. Immediatamente soccorsa, era stata trasferita in elicottero all’ospedale San Maurizio di Bolzano, dove era stata sottoposta a tre delicati interventi di neurochirurgia. Nella caduta aveva riportato gravi lesioni alle vertebre che d’allora la costringono a vivere su una sedia a rotelle.
Era ricoverata in Rianimazione quando dall’Australia era partita una campagna di raccolta fondi. Della sua storia si era occupato anche l’Alto Adige. Quella giovane donna, con una cascata di capelli rosso Tiziano, l’avevamo incontrata per pochi attimi quando, monitorata 24 ore su 24, e attaccata a tubi e cannule, era assistita dal compagno Antonello Vigna, 34 anni marchigiano, dalla mamma e dalle tre sorelle arrivate dall’Australia.
Le era piaciuto così tanto che aveva fatto anche pratica in un ristorante fino a febbraio 2017.
Il ritorno in Australia era previsto tra aprile e maggio, ma prima di tornare alla vita di tutti i giorni, voleva concedersi una vacanza nel Nord Europa: «Aveva già prenotato voli e alberghi per la Norvegia - racconta il compagno - perché avrebbe voluto godere lo spettacolo dell’aurora boreale. Quel desiderio non si è realizzato: la vacanza in Italia si è interrotta su una pista del Monte Elmo, dove stava sciando con Angelo, un nostro amico che vive a Pieve di Cadore. Anche per questo ha voluto che la nostra bimba si chiamasse Aurora».
Una luce di speranza nella vita di Chloe e Antonello che stanno già programmando il viaggio in Italia, a dicembre: «La prima tappa sarà Bolzano: vogliamo andare al San Maurizio per salutare e ringraziare medici e infermieri per tutto quello che hanno fatto».




