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LASA. I carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Trento sono intervenuti a Cengles (frazione di Lasa) a seguito della scoperta di una discarica abusiva realizzata all’interno del territorio del Parco nazionale dello Stelvio. Sotto terra materiale proveniente dall’abbattimento di una vecchia malga all’Alpe di Cengles, dove, nelle vicinanze, ne è stata realizzata una nuova. In occasione dei lavori la ditta incaricata dei lavori ha indebitamente interrato rifiuti che avrebbero dovuto essere trasporti in un centro di smaltimento autorizzato. La discarica era stata posta sotto sequestro già qualche mese addietro.
Sotto terra c’era di tutto. Gli uomini del Noe vi hanno recuperato vecchi elettrodomestici, dal frigorifero al fornello oltre ai rifiuti relativi ad un vecchio impianto doccia. La segnalazione dell'abuso (tanto più grave se si pensa che la località è inserita nel Parco nazionale dello Stelvio) è avvenuta ad opera di un ambientalista del posto. I responsabili sono stati denunciati alla Procura della Repubblica.
Il procedimento è curato dal sostituto procuratore Igor Secco il quale ha ora disposto il dissequestro dell'area condizionato all'obbligo di bonifica della zona ad opera della ditta denunciata. E dopo l’operazione di scavo che ha portato al ritrovamento di quintali di rifiuti abbandonati, nei giorni scorsi i medesimi sono stati prelevati con l’aiuto di un elicottero e trasportati in una discarica appropriata. Il tutto era partito con una denuncia fatta da un residente nella frazione di Lasa. Così sull’Alpe di Cengles si sono ritrovati i carabinieri del Noe, due loro colleghi della stazione dell’Arma di Silandro, guardie forestali della stazione di Silandro ed una guardia foestale del parco. Oltre ad una manipolo di politici del posto. Tutti a non credere ai loro occhi, quando l’escavatore ha iniziato a portare alla luce tutto il materiale nascosto sotto terra.
Se non si procedeva alla bonifica, i lavori per la nuova malga non sarebbero potuti proseguire. «E pensare che l’intervento di costruzione è stato fatto in gran parte con i contributi della Provincia, relativi anche al corretto smaltimento dei rifiuti», chiude la persona che ha fatto la denuncia.


