BOLZANO. Audizione ieri in Commissione Urbanistica dei rappresentanti della Cooperativa Park Fiume Alessandra Piergentili (presidente), Francesco Coran (vice Presidente), Stefano Mattei (ingegnere progettista). Ne relaziona il consigliere comunale Claudio Della Ratta.

I tre rappresentanti della coop hanno presentato il progetto nato 10 anni fa, su indicazione del Comune, per sgravare una zona ad intenso traffico con enormi problemi di parcheggio.

Ha dovuto, questa cooperativa, «per ottemperare alle diverse disposizioni e richieste dei numerosi attori interessati, predisporre carotaggi (si parla molto di muro d'argine storico, ma nessuno sapeva dove fosse, finché nel 2011 non l'ha individuato la cooperativa), presentare studi geologici dai massimi rappresentanti in materia (infatti successivamente anche gli uffici comunali e provinciali hanno confermato l'inesistenza di rischio idrogeologico), chiamare esperti giardinieri da fuori provincia per garantire la ripiantumazione degli analoghi alberi negli stessi posti attuali (oltretutto in garanzia; se un albero non cresce come dovrebbe, viene sostituito - la cooperativa ha messo a disposizione della giardiniera comunale 95 mila euro per il ripristino del verde), eccetera».

Dopo tutti questi anni e queste numerose estemporanee richieste, tutte accolte, nonostante non vi siano rischi di sorta, «ora si pensa di cambiare idea e obbligare i soci a rinunciare all'atteso parcheggio».

In alternativa si offre il quarto piano interrato presso il futuro Park Vittoria, con perdita dei denari già spesi (circa 250 mila euro) e rischio ricorsi per superamento della distanza massima consentita per aderire al nuovo parcheggio (la norma parla di raggio di 300 metri, ma i soci della cooperativa abitano in prevalenza a 800 metri da piazza Vittoria).

Da un’amministrazione, sostiene Della Ratta, «ci si attenderebbe una certa continuità negli atti amministrativi. Continuità che in questo caso lascia alquanto a desiderare». Naturalmente voterà a favore del parcheggio (o meglio a favore della variante urbanistica al Puc, che deroga alla distanza minima di dieci metri tra il confine del parcheggio interrato e l’argine del fiume Talvera, propedeutica al rilascio della concessione), «perché si è fatto molto “terrorismo psicologico” sul futuro delle passeggiate, che verranno invece ripristinate come ora in essere, ma prevalentemente per rispetto degli onesti cittadini che, ignari delle beghe politiche e burocratiche, si sono posti in cooperativa per acquistare un garage (che costerà loro alla fine oltre 38 mila euro), paradossalmente proposto da quel Comune che adesso “sembra aver cambiato idea”».(da.pa)