BOLZANO. La squadra dei parlamentari altoatesini torna a casa. Il presidente Sergio Mattarella ha firmato ieri il decreto di scioglimento delle Camere. Le prossime elezioni politiche si terranno il 4 marzo, come ha stabilito ieri il Consiglio dei Ministri. Legislatura terminata per gli undici eletti dell’Alto Adige, di cui otto deputati e tre senatori: Ricordiamo la squadra che ha lavorato a Roma dal 2013. I deputati. Per la Svp Daniel Alfreider, Renate Gebhard, Albrecht Plangger e Manfred Schullian (più Mauro Ottobre del Patt). Per il Pd Gianclaudio Bressa e Luisa Gnecchi.
Per l’alleanza dell’epoca tra Verdi altoatesini e Sel Florian Kronbichler. Per l’allora Pdl Michaela Biancofiore. Tre i senatori. Francesco Palermo (Pd-Svp) e gli eletti Svp Karl Zeller e Hans Berger.
Per alcuni è un arrivederci, altri preparano gli scatoloni. Il capogruppo Daniel Alfreider verrà candidato alle provinciali. Non intende ricandidarsi Kronbichler, mentre Luisa Gnecchi esclude che il Pd possa ancora metterla in lista, «visto che non sono stata renziana nemmeno per un’ora». Possibili sbocchi come candidata in Liberi e uguali? La deputata risponde così: «Mi stanno chiedendo di sostenere candidati del Pd e di Liberi. Vedremo». Fuori dai giochi per il limite dei mandati previsto dalla Svp sia Zeller che Berger, mentre Palermo ha deciso di tornare in università. Per la Svp bilancio ricchissimo di legislatura, grazie all’accordo politico con il Pd. Zeller, a capo del Gruppo per le autonomie, ironizza: «Ho perfino terminato il mio discorso sull’ultimo voto di fiducia dicendo “viva l’Italia”. Quando ci vuole, ci vuole... A differenza della Spagna, l’Italia ha dialogato con le minoranze».
Il «bottino» di maggioranza vede 18 norme di attuazione approvate, 4 modifiche allo Statuto, dossier bene avviati sul rinnovo della concessione A22 e la costruzione del nuovo carcere, decine di clausole di salvaguardia per le «speciali». Ultima ma non ultima, la modifica al regolamento del Senato che «blinda» per il futuro il Gruppo per le autonomie. Elenca Zeller: «Tra i risultati più importanti, il patto finanziario tra Stato e Provincia, la modifica allo Statuto sui ladini, le norme sul parco dello Stelvio, la caccia nei parchi naturali, il commercio nelle zone produttiva. Abbiamo recuperato competenze perse con Monti e allargato lo spettro». L’elenco prosegue con la competenza sulle centrali idroelettriche. Zeller: «Se me lo avessero detto pochi anni fa, non ci avrei creduto». E ancora, la competenza primaria sui tributi locali, Imi compresa, la norma per Laborfonds, quella sugli appalti pubblici, sul personale amministrativo della giustizia e del carcere, sul Tar. E pensare, ricorda Schullian, «che dopo le elezioni del 2013 c’era una tale instabilità, che ogni settimana pensavamo che saremmo tornati a casa...». Florian Kronbichler rivendica invece il suo ruolo di sudtirolese non Svp a Roma: «È stato importante che i colleghi deputati delle altre regioni sentissero una voce “diversa”. Mi sono permesso di dire cose su toponomastica e minoranze che un italiano non può permettersi, perché scatterebbe l’etichetta di “fascista”».
Tra i momenti «alti» di Michaela Biancofiore, l’approvazione del suo emendamento che in estate affossò la legge elettorale. Capogruppo del Pd in commissione Lavoro, Luisa Gnecchi si è battuta tra l’altro per riparare il torto degli esodati, ha lavorato sull’Ape Social e sul ricongiugimento dei contributi previdenziali.
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Per l’alleanza dell’epoca tra Verdi altoatesini e Sel Florian Kronbichler. Per l’allora Pdl Michaela Biancofiore. Tre i senatori. Francesco Palermo (Pd-Svp) e gli eletti Svp Karl Zeller e Hans Berger.
Per alcuni è un arrivederci, altri preparano gli scatoloni. Il capogruppo Daniel Alfreider verrà candidato alle provinciali. Non intende ricandidarsi Kronbichler, mentre Luisa Gnecchi esclude che il Pd possa ancora metterla in lista, «visto che non sono stata renziana nemmeno per un’ora». Possibili sbocchi come candidata in Liberi e uguali? La deputata risponde così: «Mi stanno chiedendo di sostenere candidati del Pd e di Liberi. Vedremo». Fuori dai giochi per il limite dei mandati previsto dalla Svp sia Zeller che Berger, mentre Palermo ha deciso di tornare in università. Per la Svp bilancio ricchissimo di legislatura, grazie all’accordo politico con il Pd. Zeller, a capo del Gruppo per le autonomie, ironizza: «Ho perfino terminato il mio discorso sull’ultimo voto di fiducia dicendo “viva l’Italia”. Quando ci vuole, ci vuole... A differenza della Spagna, l’Italia ha dialogato con le minoranze».
Il «bottino» di maggioranza vede 18 norme di attuazione approvate, 4 modifiche allo Statuto, dossier bene avviati sul rinnovo della concessione A22 e la costruzione del nuovo carcere, decine di clausole di salvaguardia per le «speciali». Ultima ma non ultima, la modifica al regolamento del Senato che «blinda» per il futuro il Gruppo per le autonomie. Elenca Zeller: «Tra i risultati più importanti, il patto finanziario tra Stato e Provincia, la modifica allo Statuto sui ladini, le norme sul parco dello Stelvio, la caccia nei parchi naturali, il commercio nelle zone produttiva. Abbiamo recuperato competenze perse con Monti e allargato lo spettro». L’elenco prosegue con la competenza sulle centrali idroelettriche. Zeller: «Se me lo avessero detto pochi anni fa, non ci avrei creduto». E ancora, la competenza primaria sui tributi locali, Imi compresa, la norma per Laborfonds, quella sugli appalti pubblici, sul personale amministrativo della giustizia e del carcere, sul Tar. E pensare, ricorda Schullian, «che dopo le elezioni del 2013 c’era una tale instabilità, che ogni settimana pensavamo che saremmo tornati a casa...». Florian Kronbichler rivendica invece il suo ruolo di sudtirolese non Svp a Roma: «È stato importante che i colleghi deputati delle altre regioni sentissero una voce “diversa”. Mi sono permesso di dire cose su toponomastica e minoranze che un italiano non può permettersi, perché scatterebbe l’etichetta di “fascista”».
Tra i momenti «alti» di Michaela Biancofiore, l’approvazione del suo emendamento che in estate affossò la legge elettorale. Capogruppo del Pd in commissione Lavoro, Luisa Gnecchi si è battuta tra l’altro per riparare il torto degli esodati, ha lavorato sull’Ape Social e sul ricongiugimento dei contributi previdenziali.
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