BOLZANO. Tra i genitori degli studenti del liceo Pascoli c'è fermento. Chiedono al più presto un incontro con la dirigenza per avere risposte sul caso del docente rientrato in servizio dopo la sospensione di tre mesi. Il procedimento disciplinare della sovrintendenza scolastica era scattato per il sospetto di comportamenti inopportuni nei confronti di alcune studentesse.

Il caso, segnalato dalla stessa dirigente, come previsto dall'iter, è sulla scrivania della Procura di Bolzano. Se da una parte alcuni professori esprimono solidarietà al collega, dall'altra le testimonianze di alunne, ed ex alunne, si moltiplicano: in diverse hanno scritto al nostro giornale raccontando la loro esperienza.

Sono inoltre in corso indagini per individuare i responsabili della scritta diffamatoria, apparsa sul muro della scuola il giorno della protesta, dalla quale gli alunni si sono subito distanziati.

Le segnalazioni

«L'incontro tra famiglie e istituto si farà entro la fine del mese», rassicura il presidente del comitato genitori del Pascoli Andrea Scalco, «Era già previsto, e ovviamente sarà mio compito portare alla dirigente Cocciardi eventuali istanze da parte dei genitori che rappresento».

L'appello è quindi di rivolgersi al comitato: «Sono disponibile ad ascoltare le famiglie, gli alunni e anche gli ex alunni, per aiutarli fin dove mi è possibile nel mio ruolo. Non vorrei che ci fosse un certa resistenza a segnalare fatti, sottolineo reali, per timore di eventuali ripercussioni sulla carriera scolastica o da parte dei genitori. Situazioni come queste dovrebbero farci riflettere sulle conseguenze che le troppe pressioni hanno sui nostri figli. D'altra parte è importante non fare un processo pubblico, e non ergersi a giudici: c'è una magistratura deputata a trarre tutte le conclusioni del caso».

A breve dovrebbe inoltre riunirsi la Consulta provinciale dei genitori, di cui Andrea Scalco è vicepresidente. Seduta dove la delegazione verrà incontrata per la prima volta dal neo assessore alla scuola italiana Marco Galateo. Si parlerà anche di questo?

«Visto il clamore mediatico, probabilmente sì - prosegue Scalco -, anche qui mi premurerò di riferire le istanze dei genitori, qualora me ne venga chiesto conto».

L'Intendenza scolastica

Nel caso gli studenti denuncino in dirigenza episodi di questo tipo, come deve comportarsi la macchina scolastica?

«Nel caso in cui un dirigente scolastico venga a conoscenza di infrazioni di maggiore gravità, che eccedono la sua competenza disciplinare», spiega l'Intendenza scolastica in una nota, «la procedura di segnalazione al Servizio procedimenti disciplinari è la seguente: il dirigente scolastico raccoglie tutte le testimonianze, documentazioni e prove che attestano l'infrazione. In seguito deve avvenire la denuncia immediata: entro dieci giorni dalla conoscenza dei fatti, il dirigente prepara una segnalazione dettagliata che comprende la descrizione dei comportamenti illeciti, le evidenze raccolte, e una valutazione preliminare della gravità. La segnalazione viene successivamente inviata al Servizio procedimenti disciplinari attraverso i canali ufficiali, assicurando che tutte le informazioni necessarie per l'avvio del procedimento disciplinare siano complete e dettagliate. Ricevuta la segnalazione, il Servizio provvedimenti disciplinari convoca il docente per l'audizione a difesa, può acquisire ulteriore documentazione e sentire eventuali testimoni, valuta il caso e decide le azioni disciplinari adeguate da intraprendere, potendo includere sanzioni di maggiore gravità come la sospensione o la destituzione, seguendo le procedure dettagliate previste dalla normativa».

Sul tema si esprime anche il Sovrintendente Vincenzo Gullotta, che sottolinea l'impegno a garantire un «ambiente educativo di qualità. La nostra priorità - spiega -, è che la scuola sia un luogo di apprendimento positivo e costruttivo per tutte le studentesse e tutti gli studenti. Per questo motivo, è essenziale affrontare con serietà e impegno ogni violazione dei doveri professionali, agendo sempre nel rispetto dei principi di giustizia e proporzionalità».