BOLZANO. Guerra è una parola grossa ma queste sono parole di guerra. Dice l’assessore Chiara Pasquali: «La cordata Oberrauch pensa solo al suo tornaconto. Lo sviluppo della città? E' l'ultimo dei suoi pensieri. Il primo è bloccare la concorrenza, il secondo è la paura di perdere. Dico di più?». Prego. «Abbiamo una classe imprenditoriale e commerciale, a Bolzano, poco coraggiosa, per la quale l'interesse pubblico si ferma dove finiscono i propri interessi di privati. E dove inizia il timore di vederli erosi da altri competitor. Sono abituati a fare tutto in famiglia. Comodi...».

Ventiquattro ore prima la cordata aveva fatto ricorso al Tar e detto in sintesi: «Il piano del Comune non garantisce la par condicio. E' una cornice poco chiara che favorisce Benko. Vogliamo che qualcuno chiarisca i punti lasciati oscuri dal Pru (Piano di riqualificazione urbana elaborato dal municipio) e dunque ricorriamo al Tribunale amministrativo regionale».

Una dichiarazione di apertura delle ostilità. Il legale di “Emozioni Alto Adige”, Dieter Schramm, aggiunge: «La delimitazione dell'area tende ad inglobare immobili già acquisiti dalla concorrenza che invece, per noi, avrebbe dovuto limitarsi a quelli di proprietà pubblica. E comunque se, come contiamo, vinceremo sul campo, ritireremo il ricorso».

Su questo passaggio l’assessore all’urbanistica Pasquali esplode: «Ecco il ricatto. Perché questo è un ricatto puro e semplice. Come dire: se l'arbitro ci da un rigore bene, altrimenti lo rifiutiamo. Ma lo chiediamo prima di scendere in campo. Sono allibita».

Luciano Giovanelli, portavoce di “Emozioni Alto Adige” cerca di smorzare lo scontro: «In questa gara abbiamo messo tanti soldi. Vogliamo solo tutelarci e tutelare la par condicio. La legge provinciale che prevedeva il Pru è confusa, come anche i paletti del Comune. Col ricorso al Tar vogliamo solo avere la certezza del diritto. In questo modo sarà possibile garantire che non rimangano questioni aperte».

Tutto questo mentre la commissione comunale sta giudicando i due progetti e a pochi giorni dal responso. Commissione che gli stessi antibenkiani hanno definito "corretta". Dunque, intorno al megastore la guerra è aperta. Covava ma adesso è esplosa.

Assessora, “Emozioni Alto Adige” dice che il suo Pru è sbagliato.

E' lì da questa estate. Lo hanno letto tutti. Anzi: loro hanno subito detto che era ritagliato sul loro progetto. Tanto che Benko ha dovuto rivedere il suo. Di più: stravolgerlo. E invece mi viene un sospetto...

Dica...

Che andava tutto bene quando pensavano che Benko non partecipasse. Come sembrava a ognuno di noi. Poi, pochi minuti prima della chiusura dei termini Benko è arrivato. E questi adesso dicono che i paletti non vanno. Ma come? Prima andavano...

Pensa che il disegno sia stato sempre quello?

A questo punto sì. Se correvano da soli il Pru sarebbe stato perfetto. E allora mi chiedo? E' riqualificare l'area la vera intenzione del gruppo o soltanto bloccare in tutti i modi un concorrente e, per far questo, stravolgere il loro precedente giudizio sui miei paletti? Ma cosa credono che il Comune faccia tutto questo solo per spostare la stazione autocorriere e lasciare tutto com'è? La regia pubblica è un mio diritto come anche la riqualificazione nell'interesse di tutti, non solo dei commercianti dei Portici.

Dunque cosa c'è dietro questo ricorso, come dire, preventivo?

Che riqualificare un pezzo di città è l'ultimo dei loro pensieri, che il primo è bloccare il risanamento per bloccare un concorrente. E che forse c'è un implicito messaggio a Benko: o mi fai entrare con te o vado dai giudici. E che, magari, c'è pure la paura di vincere. In questo senso: se mi arriva l'appalto devo tirare fuori 250 milioni. Meglio aspettare...

Parole dure.

E quali altre dovrebbero essere? Fino all'arrivo di Benko tutto era perfetto. Bene il parco, bene la cubatura. Podrecca ci ha applaudito. Bene l'esclusione del Virgolo dal perimetro. Ma che perimetro è se non va da via Perathoner a via Garibaldi? La realtà è che sono tutti capaci di essere coraggiosi da soli. Quando arriva un nemico ecco che si va dal giudice invece di accettare il confronto sui progetti. Qui non ci sono tragedie in corso, ma penso a Genova. Ditte che pur di sfavorire i possibili vincitori tengono bloccata un'intera città...

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