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BOLZANO. «Non ne posso più, mi vogliono far passare come l'assessora-blocca sviluppo». Chiara Pasquali prende fiato: «Ladinser dice che l'assessora, cioè io, aveva promesso che col piano di rischio aeroportuale non ci sarebbero state ricadute sui progetti della città... Ma, caro amico Klaus, è l'Enac che ci ha dettato le norme e sono stata sempre io e non tu a combattere per limitarle. E adesso chi chiede di rivedere i piani? Io o Ladinser?».
Il Twenty, il Centrum, le idee Aspiag: è tutta Bolzano sud ad essere sovrastata come da una coperta invisibile dalle linee di atterraggio e decollo che si dipartono da San Giacomo e che condizionano qualsiasi modifica dell'esistente. Perché il piano ha questo di singolare: quello che c'è c'è, anche se ci fosse uno stadio da cinquantamila persone. Quello che si aggiunge non va più. Così che se un aereo precipita nello stadio gremito va bene ma se si fa salire di una stanza un condominio, no, non va più bene.
Ladinser l'accuserà ingiustamente ma, nel concreto, sta cambiando qualcosa?
Primo, c'è la volontà politica di cambiare il piano di rischio. Ed è una volontà mia, non solo del sindaco e neppure di Ladinser. Secondo, che ho chiesto all'Enac di riaprire il tavolo coi comuni interessati e la Provincia perché ho capito dove è possibile trovare un varco. Perché il varco andava cercato. Altrimenti l'Enac questo detta e questo va applicato.
E il varco?
Nasce dall'esperienza. In sostanza le norme del codice della navigazione ci impongono di bloccare qualunque modifica nelle aree a rischio che aumentino il carico antropico. Ma è un parametro non valutabile. Cosa abbiamo per definirlo nel concreto? Allora meglio appoggiarsi ad un altro, che è il deflusso in caso di incendio. Qui, muovendoci sul fronte della viabilità e delle statistiche si può sperare in qualcosa.
Che dice l'Enac?
Fino al mio penultimo tentativo ha fatto orecchie da mercante. Loro ci hanno semplicemente chiesto di applicare normative comunitarie. In questa prospettiva sono almeno 180 gli ettari comunali sottoposti a vincolo. Ma ora è cambiato qualcosa.
Per il suo pressing?
Direi solo per quello. Perché altrimenti l'Enac è il classico ente che non vuole che gli si creino problemi. Adesso la trattativa è riaperta. Anche perché ci sono alcune questioni oggettivamente cambiate rispetto al 2007. La prima è la necessità di dotarci di parametri meno teorici. Poi la norma applicativa della direttiva faceva riferimento ad una legge provinciale urbanistica che non c'è più, perché è stata modificata. E interessa direttamente Bolzano sud. Poi abbiamo più basi per stabilire le cubature possibili.
Chi siederà al tavolo?
Noi, Laives, Vadena e la Provincia. E l'Enac non può insistere nel considerarci dotati di un aeroporto "pesante". Qui non c'è la Malpensa. C'è una città nata ben prima della nuova pista e dei voli di linea. E che chiede semplicemente di svilupparsi con criterio.
In queste trattative lei ci mette la faccia...
La modifica dei piani di rischio aeroportuale è già nel mio programma di bilancio.
E se va male?
Allora dovremo onestamente chiederci fino a che punto saremo in grado di reggere, come città e da soli, alle ricadute negative dell'aeroporto. O lo sviluppiamo sul serio o, se resta così, ne carne ne pesce...
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