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MERANO. Trasloco a Lagundo. Non tanto per scelta, ma per forza di cose. La Passeggiata dei Sapori, dopo undici anni vissuti in centro a Merano nel periodo di Pentecoste, emigra verso la periferia.
L'annuncio l'ha dato ieri Romano Cavini, da sempre anima meranese della manifestazione: "A Lagundo abbiamo trovato accoglienza, l'evento si svolgerà dal 20 al 24 maggio nel piazzale davanti alla casa delle associazioni Thalguter. Avrà un nuovo nome, “Sapori d'Italia a Lagundo”.
Rispetto alle precedenti edizioni, l’evento sarà in formato ridotto, per via dei minori spazi, ma saranno garantiti comunque circa venti stand". È l'esito di una vicenda illustrata, con tinte amare, da Cavini, che polemizza con il sindaco Januth e l'assessore Strohmer, protagonisti a suo dire di un comportamento "che non è stato un modello di rispetto".
È dell'opinione che l'autorizzazione per replicare la manifestazione sia stata negata con giustificazioni pretestuose: primo, "una presunta mancanza di tempo necessaria per lo svolgimento di un regolare bando, quando per rispondere alle mie domande hanno impiegato dei mesi"; secondo, “non mi pare, come sostenuto dall'amministrazione, che il progetto presentato non corrisponda al profilo della città. E i timori di sovrapposizioni con il nuovo Mercato Meranese del sabato mi sembrano del tutto infondati”.
“Intanto la concomitanza si sarebbe verificata in un'unica occasione, inoltre l'offerta dei prodotti non sarebbe certo stata concorrenziale, visto che la Passeggiata dei Sapori rappresenta le tipicità di tutt'Italia e non solo altoatesine. E la manifestazione aveva già avuto modo di dimostrare di saper coesistere con altre iniziative”, ancora Cavini.
Alle origini della vicenda vi è una frattura, all'indomani della scorsa edizione, sullo sviluppo della manifestazione, fra Romano Cavini e Keeptop Fiere, che curava l'allestimento dell'evento e le relazioni con i venditori. Le strade si dividono e Cavini racconta la sua: "Ancora a luglio 2014 presento domanda per concessione del suolo pubblico per il periodo di Pentecoste 2015 con una traccia di progetto di rinnovamento della manifestazione, coinvolgendo il WineFestival, Slow Food, associazioni culturali. Per le questioni attinenti i rapporti con le ditte espositrici avevo già individuato una nuova azienda".
La risposta arriva il 1° dicembre: a Cavini, ma anche a Keeptop Fiere, che nel frattempo aveva parallelamente avanzato richiesta: a entrambi viene detto che "il programma, così come strutturato, non corrisponde al profilo che la città di Merano si è data e che i maggiori eventi in futuro dovranno rispecchiare".
Viene concesso tempo fino al 20 dicembre per presentare un nuovo progetto, pur riservandosi l'amministrazione comunale "di decidere (…) sulla messa a disposizione di un’area pubblica per manifestazioni di tipo commerciale". Cavini rielabora il progetto cercando di fornire, oltre all’ossatura gastronomico-commerciale della rassegna, una serie di contenuti di carattere culturale, con riferimento alla storia della città e alle produzioni locali di enogastronomia di alto livello.
"Un progetto articolato - spiega Cavini - che oltre a quanto prospettato in precedenza prevedeva rappresentazioni teatrali, visite guidate, ulteriore cura degli stand. Mi sembrava di aver esaudito le richieste. Ma durante l'inverno nessuna traccia di risposta, finché sono stato io a chiedere un incontro, in cui, a metà marzo, l'assessore Strohmer mi ha comunicato la scelta dell'amministrazione. Per altro, mi pare senza alcun passaggio in giunta".
Subito dopo l'incontro, a Cavini e a Keeptop Fiere giunge la lettera che nega l'autorizzazione ad ambedue le domande per organizzare la manifestazione, che, secondo le stime, "in cinque giornate portava dai 12 ai 15 mila visitatori”.
“Mi sembra controproducente - conclude Cavini - che proprio quest'anno, con l'Expo a Milano incentrato sul tema della qualità del cibo, mentre altre città organizzano manifestazioni analoghe cavalcando l'onda mediatica, Merano decida di rinunciare».
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