BOLZANO. Era un uomo animato da una grande passione politica e da una fede senza incertezze. Chi l’ha conosciuto bene ricorda così Giorgio Pasquali, sindaco di Bolzano per undici anni dal 1957 al 1968, vicepresidente della giunta provinciale al tempo sicuramente non facile di Silvius Magnago e per un breve periodo anche vicepresidente del consiglio regionale. Il ricordo di Spagnolli.

Il sindaco lo conosceva bene. «Martedì sono passato a salutarlo nella stanzetta della clinica Santa Maria: aveva letto il giornale, abbiamo conversato qualche minuto e parlato della crisi, delle banche e dei media e quando ci siamo lasciati mi ha detto: “Tieni duro, sindaco!". Non mancherò, caro Giorgio, vecchio galantuomo: e tu, da lassù, guarda in basso, ogni tanto. Per me Pasquali è stato un campione del rispetto per i diversi, che è il fondamento della convivenza: sempre serio, sereno e propositivo, ha avuto la stima di tutti i partner e di tutti gli avversari politici. Ha anche lasciato alla città un'eredità pesante, rappresentata dai tre figli Chiara (oggi assessore all’urbanistica in Comune), Federico (ingegnere) e Francesca (commercialista), professionisti affermati ed impegnati, che ne portano avanti le mission».

Spagnolli non ha dubbi. «Pasquali è andato avanti portando con sé la memoria degli anni formidabili del dopoguerra bolzanino, memoria che ha doviziosamente trasmesso ai concittadini di oggi nelle tante occasioni che la sua vita intensa ci ha regalato. Quando divenne sindaco, nel 1957, Bolzano stava vivendo il trapasso tra l'euforia postbellica, nella quale ognuno era felice semplicemente di essere vivo, e la fase della contrapposizione etnica culminata con le notti dei fuochi degli anni Sessanta.

<Il giovane Pasquali, a cui le origini padane conferivano una saggezza inconsueta per l'età, seppe gestire con equilibrio l'eredità di Lino Ziller, sindaco della ricostruzione, sopperendo con il suo italiano sempre chiaro ed esplicito al bilinguismo del predecessore. Il punto forte di Giorgio fu sempre la nitidezza del pensiero e la capacità di esprimersi in modo comprensibile a tutti. La formazione ingegneristica gli aveva dato il dono della sintesi: ma era il suo essere persona seria che gli diede il riconoscimento ed il consenso di generazioni di altoatesini, prima in Comune, poi in Provincia ed infine nella libera professione.

<Innumerevoli sono le tracce che Giorgio ci ha lasciato, vuoi a seguito dell'attuazione delle sue visioni politiche, vuoi con le realizzazioni ingegneristiche, vuoi con gli innumerevoli messaggi positivi che ha tramandato nei diverso ruoli che ha rivestito nella nostra comunità».

Il ricordo di Durnwalder.

Per il presidente Giorgio Pasquali è stato «un uomo del dialogo, che si è speso in politica e nella società civile a favore della convivenza e dello sviluppo pacificato dell’Alto Adige. Un uomo che si è battuto con impegno non solo per rappresentare e soddisfare al meglio le esigenze della comunità italiana dell’Alto Adige, ma soprattutto per favorire la pacifica convivenza tra i gruppi linguistici».

Durnwalder ricorda che nella sua lunga e importante carriera politica, sia negli anni trascorsi da consigliere e assessore provinciale che nel periodo che lo ha visto protagonista della politica comunale come sindaco di Bolzano, Pasquali «si è impegnato a fondo per la crescita di questa terra sostenendo una cultura dei diritti, dei doveri e del rispetto reciproco. Quella cultura sulla quale è stata costruita la convivenza tra i gruppi linguistici» Un filo rosso che ha contraddistinto anche il suo impegno professionale.

Sul piano amministrativo, aggiunge Durnwalder, «con serietà, concretezza e capacità innovativa l’ingegner Pasquali ha saputo gestire all’interno della giunta provinciale settori cruciali per lo sviluppo dell’Alto Adige come la tutela ambientale e la politica dei trasporti». Il presidente esprime ai familiari il cordoglio personale e quello della giunta provinciale.

Il ricordo di Dellai.

«Chi riconosce nel fare politica, nell’amministrazione della cosa pubblica, uno dei momenti distintivi del nostro vivere in comunità, saluta oggi con rispetto Giorgio Pasquali». Lo dice il presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, ricordando la figura del politico e ingegnere, sindaco di Bolzano dal 1957 al 1968, poi consigliere regionale fino al 1983 nonchè vicepresidente della giunta ed assessore, scomparso all’età di 86 anni.

«Eravamo a Bolzano, la “sua città”, l’ultima volta che ci siamo incontrati, pochi mesi fa - aggiunge Dellai - e nelle sue parole, le parole di un uomo che ha saputo percorrere anni non facili, sempre ispirandosi con forza e coerenza alla cosa cui più credeva e più teneva - il dialogo - riaffiorava il senso più profondo della sua esperienza, oggi venuta a mancare».

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