BOLZANO. E se il Pd richiamasse in servizio Luisa Gnecchi? Candidata alle provinciali, da dove era partita prima di diventare deputata. La proposta è arrivata dalla minoranza del partito, durante un incontro con il segretario Alessandro Huber. Luisa Gnecchi, questo il ragionamento, potrebbe garantire alla lista del Pd la necessaria apertura a sinistra, provocando un effetto moltiplicatore. Proposta già respinta ufficiosamente dai vertici del Pd. Lunedì è prevista una assemblea provinciale in cui il tema delle candidature verrà invece discusso apertamente. Ma la maggioranza non intende candidare l’ex deputata, molto critica negli ultimi anni con il Pd renziano. Già vicepresidente provinciale e deputata, viene spiegato, non è il caso di riproporla. Sempre lunedì invece è previsto un incontro tra il gruppo elettorale del Pd e la Civica per Merano: l’accordo elettorale sembra ormai probabile. Uwe Staffler spiega perché la minoranza ha suggerito il nome di Luisa Gnecchi: «Un Pd che teme di non eleggere due consiglieri ha bisogno di tutte le sue forze. Mi sembra surreale che non vadano a cercare Luisa. La mia idea era una grande lista della convivenza, con noi, i Verdi, la sinistra e anche Köllensperger». Elio Dellantonio, altro esponente della minoranza, ha invece suggerito che Christian Tommasini rinunciasse al ruolo di capolista. Anche in questo caso l’idea era di rimescolare le carte e aprire la lista. «La mia proposta non mirava a delegittimare Tommasini», spiega Dellantonio, «resto però convinto di quanto avevamo detto, inascoltati, come gruppo sanità del Pd: Tommasini e Bizzo sono stati troppo appiattiti sulle posizioni della Svp sulla sanità. Adesso è la stessa Svp che certifica il proprio fallimento, chiudendo il rapporto con il direttore Schael. Il piano sanitario e la riforma amministrativa restano vaghi principi, se non si affrontano i problemi dell’ospedale di Bolzano, delle liste di attesa, del potere di veto dei direttori di comprensorio e della assenza di una visione davvero generale. Nella prossima campagna elettorale di questo dovremo parlare».