MERANO. A Merano esiste un vero rischio governabilità dopo il 10 maggio. La Svp sarà in grado di garantire i numeri che in questi ultimi anni hanno dato stabilità al governo della città, soprattutto dopo i tumulti interni provocati dalle primarie? "E' il principale timore che abbiamo e per questo con Andrea Casolari sto lavorando a un progetto di intesa politica tra il nostro partito, il Pd e Alleanza per Merano".

A parlare non è uno qualsiasi ma Diego Cavagna, che dopo un paio d'anni di silenzio, torna sulla scena politica meranese.

Diego Cavagna, un ritorno alla politica attiva il suo?

"No, voglio tranquillizzare tutti subito. Non mi candiderò alle comunali. Cinque anni fa ho fatto una scelta diversa e su quella resto".

Perché allora tanto impegno nel tentativo di creare una coalizione elettorale?

"I segnali che stanno pervenendo dal mondo politico locale non ci tranquillizzano rispetto alla futura stabilità e governabilità. Da una parte le primarie Svp e il terremoto che queste quasi sicuramente comporteranno all’interno del partito che per decenni ha garantito stabilità al governo della città, dall'altra un candidato sindaco che farà fatica a bucare nei confronti del suo elettorato e poi la nascita di un’area che chiamerei “verde opaco”".

Questa definizione un po' irriverente si riferisce alla fresca candidatura di Paul Rösch?

"La lista da lui capeggiata si pone come obiettivo primario il disfacimento del partito di raccolta, la frammentazione di tutti gli altri partiti che, se si presenteranno singolarmente, potranno puntare solamente a far eleggere i loro capolista. Questi tutti assieme sono i segnali che dovrebbero preoccupare chi ha a cuore la governabilità della sua città che rischia di essere fortemente minata dalla guerra fra correnti della Svp da una parte e la voglia di protagonismo dei vari cespugli dall’altra".

E la sua soluzione sarebbe una coalizione Pd-Civica-Alleanza... "

“Sì, creare un'alleanza fra le tre forze che hanno dimostrato di saper governare negli ultimi 10 anni anche se mai tutte assieme potrebbe essere la vera novità, ma soprattutto diventare il punto di riferimento di tutti quei cittadini che vogliono vedere governata la propria città".

Un'alleanza con che obiettivi?

"Una coalizione che non si pone in contrapposizione con nessuno, ma per un progetto condiviso per fare e non disfare".

Una visione pessimistica la sua del panorama politico, non crede?

"Se si va avanti di questo passo, il numero delle forze politiche necessarie per comporre la futura maggioranza sarà superiore a quella attuale. Serve più lealtà nei confronti dei propri elettori, ai quali va detto fin da subito l’intenzione di partecipare o meno, dopo il primo turno, al governo della città".

Magari anche lavorando assieme agli avversari di una vita?

"Quasi sicuramente lavorando assieme agli avversari di sempre, sì. Invito quindi le persone di buona volontà a liberarsi dalle ideologie, e in funzione di una governabilità complicata ma più condivisa, mettere a disposizione la propria storia ed esperienza con l’obiettivo di affrontare con più forza e consapevolezza le sfide imposte dal calo delle risorse finanziarie e dalle tensioni anche etniche che queste comporteranno".

Con questo progetto allora puntate direttamente a conquistare la poltrona di sindaco?

"C'è la concreta possibilità di esprimere il futuro sindaco, certo. E vista la situazione che attraversa il partito che fino ad oggi ha avuto la maggioranza relativa, credo non solo che non sia velleitario ma soprattutto necessario per riuscire ad affrontare i prossimi 5 anni con più tranquillità ed equilibrio. Spetta quindi al Pd, ad Alleanza per Merano e ai loro leader decidere di scegliere fra essere semplicemente dei nominati dalla Svp o veri protagonisti del futuro".

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