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LAIVES. Quasi certamente, il Pd di Laives non si affiderà alle primarie per scegliere il candidato sindaco da proporre alle elezioni comunali del maggio prossimo, nonostante gli esponenti della neonata lista "Fides", dove sono confluiti l'assessore Dario Volani e il consigliere Michele Micheletti, entrambi entrati in maggioranza con l'Idv, lo abbiamo auspicato a livello di coalizione.
«Non le faremo - spiega Liliana Di Fede, primo cittadino e anche segretario provinciale del Partito democratico - perché non le prevede nemmeno lo statuto del Pd quando non sussistano particolari problemi nella scelta. Non si prevedono primarie per un eventuale secondo mandato del sindaco, proprio perché si dà atto che i primi cinque anni non sono un lasso di tempo sufficiente per sviluppare appieno il lavoro impostato».
Comunque anche il Pd, come gli altri partner della maggioranza in consiglio comunale a Laives si sta mettendo in moto in vista dell'imminente campagna elettorale che sarà tutt'altro che facile.
«Come Partito democratico - continua Liliana Di Fede - già ci stiamo confrontando con gli altri nostri partner di coalizione. Siamo comunque in una fase preliminare e noi, come partito scontiamo anche un piccolo ritardo dato che prima abbiamo dovuto rinnovare il direttivo comunale, adesso guidato da Alberto Magnanini. Come principio, il Pd è a favore delle consultazioni primarie, ma nello specifico di Laives contiamo di concludere il confronto senza averne bisogno, consultandoci anche con gli altri partner, come stiamo facendo».
Lo scenario futuro, viste le premesse politiche degli ultimi anni non promette nulla di facile, per nessuno e inoltre, il proliferare si liste civiche e la necessità di dovere allestire dopo maggio un consiglio comunale di "soli" 27 consiglieri invece dei 30 attuali e di una giunta con un massimo di 6 membri, sindaco compreso, potrebbe complicare ulteriormente le cose.
«Certamente - spiega Liliana Di Fede a proposito - la governabilità è data da gruppi omogenei e forti, cosa che in questi anni non è stata a causa dei movimenti interni alla maggioranza. Rimane, come anche a livello nazionale, una forte aspirazione alla governabilità ed è ciò di cui stiamo discutendo attualmente con i partner della coalizione di maggioranza anche qui a Laives. Posso assicurare che ci stiamo lavorando da tempo».
L'attuale sindaco di Laives sarà insomma il candidato alla poltrona di primo cittadino anche per i prossimi cinque anni, almeno per quanto riguarda il suo partito, il Pd.
Le difficoltà invece inizieranno il giorno dopo le elezioni, quando si tratterà di mettere insieme una maggioranza che, come minimo, dovrà essere composta da 14 consiglieri comunali e quindi assegnare anche i cinque posti degli assessori che dovranno affiancare il sindaco.
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