BOLZANO. «A questo punto le primarie sono inevitabili. Anche se...». Carlo Costa si prende il tempo per un sospiro. «Anche se dovremo fare di tutto perché siano di coalizione. Per non essere costretti a farle solo democratiche e poi , dopo, ricominciare comunque ad aprire il tavolo degli accordi». Questo è il passaggio stretto che attende i vertici del partito visto, d'altro canto, che il nome che metta d'accordo Pd e alleati senza bisogno di primarie ancora non c'è. Anche se è stato a lungo cercato (Palermo) e, dopo il no del senatore, lo sarebbe ancora (Zecchi, Zeppa). Su questa conclamata ormai, inevitabilità delle primarie ma anche nella prospettiva di farle non tutte interne al Pd, il gruppo dirigente del partito si prenderà ancora 72 ore per decidere tempi e modi. E per sanare anche alcune fenditure apertesi nelle ultime settimane tra i vertici (Tommasini e Costa stesso) e Liliana Di Fede accusata più o meno velatamente di vedere le primarie come un mantra anche se fossero senza Verdi e Gennaccaro. Su questo nodo entra a gamba tesa Elena Artioli, da cui aveva preso polemicamente le distanze la stessa segretaria Pd. «Se la Di Fede continua così - dice in sostanza la leader di LiberalPd- attaccandomi in continuazione , le primarie diventeranno delle primariette».

Perché, spiega, “Di Fede vuole escludere me e i Liberal ma i Verdi e Gennaccaro escludono lei e le sue primarie " e dunque - continua- “fare elezioni interne ai soli democratici non risolve nulla e anzi tiene la Di Fede sotto il ricatto dei 130 miseri voti di Margheri". E anche Gennaccaro si è più volte mostrato perplesso di fronte ai condizionamenti ecosociali e sulla vicinanza tra la sinistra stessa e Renzo Caramaschi . Ma uno dei nodi che tiene ancora lontani da uno scenario di primarie condivise Pd e Verdi è di nuovo, pienamente programmatico . Lo ha fatto notare, indirettamente , Carlo Bassetti , che ha diffuso le conclusioni dei "tavoli" democratici di discussione e di elaborazione del programma per il governo della città . Ebbene, su urbanistica e infrastrutture il partito ha ribadito la sua scelta di campo. Oltre al sì all'aeroporto , che vede al contrario i Verdi sull'altra trincea del referendum, c'è anche quello al Pru di via Perathoner e al sistema di collegamento Virgolo-Colle , molto sovrapponibile alla proposta fatta negli ultimi mesi dal gruppo Signa. Oltre naturalmente al rilancio dell'Areale e alla necessità di dotare Bolzano di un rete infrastrutturale degna di questo nome (aeroporto ma anche nuova tangenziale). Un sì alla riqualificazione del quadrante di via Alto Adige riequilibrato dal riconoscimento della necessità di migliorare la legge provinciale 55 quinquies ma comunque chiaro. Come pure resta chiara la scelta strategica di privilegiare le sinergie con i privati in questa fase di crisi delle risorse . Un programma , quello del Pd su cantieri, pru, grandi opere e infrastrutture che lo colloca molto vicino al centro e asimmetrico rispetto ai punti cardine degli ecosociali, molto freddi su pru, Virgolo e freddini pure sulla necessità di spingere per una tangenziale bolzanina . E questa , ed è puramente programmatica, la ragione di fondo del no dei Verdi a partecipare alle primarie . Anche se i vertici democratici sperano ancora in un candidato da contrapporre a quelli in campo , portatore magari di istanze diversificate, così da definire preventivamente il quadro degli accordi programmatici. Si deciderà probabilmente a metà settimana. Anche perché , come ha detto ieri Caramaschi" di tempo ne resta poco".

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