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BOLZANO. Da ieri il 4 marzo viene data come data certa per le elezioni politiche. Tempi stretti per le alleanze. Il segretario del Pd Alessandro Huber conta di avere un nuovo incontro con la Svp la settimana prossima, questa volta in delegazione. Al Pd si sentono abbastanza sicuri sui due candidati italiani per i collegi uninominali Bolzano-Bassa Atesina di Camera e Senato. «Siamo fermi su questo, e non credo che ci siano problemi», riferisce Huber. Nonostante qualche brontolio nella base, soprattutto in Bassa Atesina, anche nella Svp i «due italiani» non sembrano in discussione. Non lo sono stati, ad esempio, nella seduta del Parteiausschuss di lunedì.
I PARACADUTATI. In questo ragionamento c’è tuttavia un «ma». L’aspirante senatore e deputato del collegio bolzanino non dovrà essere solo di provata fede autonomista, ma anche «locale». Dopo le indiscrezioni su Maria Elena Boschi possibile capolista del listino proporzionale regionale del Pd, alla Svp hanno alzato le antenne su possibili candidati catapultati dal Pd nazionale, che sta mappando i collegi sicuri in giro per l’Italia. Il Pd perderà decine di parlamentari e servono collegi blindati per i fedelissimi di Renzi. I due collegi uninominali Bolzano-Bassa Atesina non sono sfuggiti alle attenzioni. Oltre a Maria Elena Boschi, gira ad esempio il nome del sottosegretario alla Pubblica amministrazione Angelo Rughetti, di Rieti. Oswald Schiefer (Obmann della Svp della Bassa Atesina, tra gli altri, mette le mani avanti: «Si sentono dire tante cose... Già è complicato avere due candidati italiani, sia pure locali e autonomisti. Vorrei proprio vedere se dovessimo convincere i nostri a votare per uno sconosciuto scelto a Roma. Semplicemente non esiste». Huber chiude la discussione: «Mi sono informato proprio oggi. Non esiste una ipotesi di candidatura “esterna” per i due collegi uninominali di Bolzano-Bassa Atesina. In primo luogo c’è l’ostacolo della Svp, in secondo luogo ci siamo anche noi... Chiediamo alla Stella Alpina due candidati italiani per avere due altoatesini di lingua italiana che rappresentino il territorio, in particolare le aree a maggiore presenza italiana. Se dovesse spuntare qualche nome “strano”, credo che salterebbe il tavolo con la Svp».
IL NO DI PALERMO. Per il collegio del Senato Pd e Svp puntano su Gianclaudio Bressa, mentre sembra ormai scontato il no del senatore Francesco Palermo a una sua ricandidatura, questa volta nel collegio della Camera. I colloqui di questi giorni sono stati espliciti. «Sono pessimista», ammette Huber. «Mi prendo ancora qualche giorno», fa sapere Palermo. Al Pd non avevano un piano B, convinti che sarebbero riusciti a convincerlo. Poche le figure considerate spendibili anche in casa Svp, dove inizia a circolare il nome dell’ex segretaria del Pd Liliana Di Fede, nonostante lo strappo alle comunali di Laives. Se ne elencano le caratteristiche: bilingue, conosciuta nel territorio per il suo lavoro nel sociale, moderata. A tutti Carlo Costa ripete di non essere disponibile, mentre tra i candidati esterni si continua a citare il solito Claudio Corrarati, qualcuno pensa alla «riserva» Giovanni Polonioli. La minoranza Pd vorrebbe ricandidare Luisa Gnecchi.
DIALOGO CON I VERDI. C’è anche il Verde Riccardo Dello Sbarba tra i nomi suggeriti al Pd come possibile candidato per una alleanza più larga, rispetto a Svp e Dem. Improbabile che venga accettato, ma il dialogo con i Verdi ci sarà. Sta avvenendo anche nel resto d’Italia, ma i Verdi locali sono autonomi rispetto al partito nazionale. «Saremo liberi nelle nostre decisioni», spiega lo stesso Dello Sbarba. Huber vedrà nei prossimi giorni i portavoce Brigitte Foppa e Tobias Planer. «Se i Verdi andassero da soli o alleati con la sinistra toglierebbero voti al centrosinistra senza avere chance di eleggere un proprio candidato», spiega Huber, «Non dobbiamo per forza sposarci, ma a Bolzano e Merano si collabora bene. Difficilmente accetterebbero di fare solo i portatori di voti. «Ci incontriamo proprio per parlare», risponde Huber. Annunciati anche contatti con la sinistra di «Liberi e uguali». Huber ha chiesto a Mauro De Pascalis di lavorare come ambasciatore» su quel fronte.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I PARACADUTATI. In questo ragionamento c’è tuttavia un «ma». L’aspirante senatore e deputato del collegio bolzanino non dovrà essere solo di provata fede autonomista, ma anche «locale». Dopo le indiscrezioni su Maria Elena Boschi possibile capolista del listino proporzionale regionale del Pd, alla Svp hanno alzato le antenne su possibili candidati catapultati dal Pd nazionale, che sta mappando i collegi sicuri in giro per l’Italia. Il Pd perderà decine di parlamentari e servono collegi blindati per i fedelissimi di Renzi. I due collegi uninominali Bolzano-Bassa Atesina non sono sfuggiti alle attenzioni. Oltre a Maria Elena Boschi, gira ad esempio il nome del sottosegretario alla Pubblica amministrazione Angelo Rughetti, di Rieti. Oswald Schiefer (Obmann della Svp della Bassa Atesina, tra gli altri, mette le mani avanti: «Si sentono dire tante cose... Già è complicato avere due candidati italiani, sia pure locali e autonomisti. Vorrei proprio vedere se dovessimo convincere i nostri a votare per uno sconosciuto scelto a Roma. Semplicemente non esiste». Huber chiude la discussione: «Mi sono informato proprio oggi. Non esiste una ipotesi di candidatura “esterna” per i due collegi uninominali di Bolzano-Bassa Atesina. In primo luogo c’è l’ostacolo della Svp, in secondo luogo ci siamo anche noi... Chiediamo alla Stella Alpina due candidati italiani per avere due altoatesini di lingua italiana che rappresentino il territorio, in particolare le aree a maggiore presenza italiana. Se dovesse spuntare qualche nome “strano”, credo che salterebbe il tavolo con la Svp».
IL NO DI PALERMO. Per il collegio del Senato Pd e Svp puntano su Gianclaudio Bressa, mentre sembra ormai scontato il no del senatore Francesco Palermo a una sua ricandidatura, questa volta nel collegio della Camera. I colloqui di questi giorni sono stati espliciti. «Sono pessimista», ammette Huber. «Mi prendo ancora qualche giorno», fa sapere Palermo. Al Pd non avevano un piano B, convinti che sarebbero riusciti a convincerlo. Poche le figure considerate spendibili anche in casa Svp, dove inizia a circolare il nome dell’ex segretaria del Pd Liliana Di Fede, nonostante lo strappo alle comunali di Laives. Se ne elencano le caratteristiche: bilingue, conosciuta nel territorio per il suo lavoro nel sociale, moderata. A tutti Carlo Costa ripete di non essere disponibile, mentre tra i candidati esterni si continua a citare il solito Claudio Corrarati, qualcuno pensa alla «riserva» Giovanni Polonioli. La minoranza Pd vorrebbe ricandidare Luisa Gnecchi.
DIALOGO CON I VERDI. C’è anche il Verde Riccardo Dello Sbarba tra i nomi suggeriti al Pd come possibile candidato per una alleanza più larga, rispetto a Svp e Dem. Improbabile che venga accettato, ma il dialogo con i Verdi ci sarà. Sta avvenendo anche nel resto d’Italia, ma i Verdi locali sono autonomi rispetto al partito nazionale. «Saremo liberi nelle nostre decisioni», spiega lo stesso Dello Sbarba. Huber vedrà nei prossimi giorni i portavoce Brigitte Foppa e Tobias Planer. «Se i Verdi andassero da soli o alleati con la sinistra toglierebbero voti al centrosinistra senza avere chance di eleggere un proprio candidato», spiega Huber, «Non dobbiamo per forza sposarci, ma a Bolzano e Merano si collabora bene. Difficilmente accetterebbero di fare solo i portatori di voti. «Ci incontriamo proprio per parlare», risponde Huber. Annunciati anche contatti con la sinistra di «Liberi e uguali». Huber ha chiesto a Mauro De Pascalis di lavorare come ambasciatore» su quel fronte.
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