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BOLZANO. Ancora tutto fermo tra Spagnolli ed ecosociali. Non sono partiti i colloqui. L’agenda è stata però chiarita. Spagnolli in queste ore prosegue il lavoro di definizione del programma sulla base del testo elettorale. Da mercoledì inizieranno gli incontri «con tutti», come annunciato. Dovrebbe restare fuori dal primo giro di appuntamenti solo CasaPound e poco altro. Poi la rosa si restringerà. Secondo il Pd non potrà che essere attorno agli ecosociali, mentre in una parte della Svp la sirena della Lega canta ancora. «No, un accordo con la Lega è impossibile», ha però messo in chiaro l’altra sera Helmuth Renzler, leader degli Arbeitnehmer, durante l’assemblea della Svp di Bolzano. «Non credo che Spagnolli abbia molti margini, se non una alleanza con centristi ed ecosociali», riferisce Renzler.
Il caso Benko. Spagnolli deve costruire una giunta e una maggioranza, passando dagli attuali 19 ad almeno 23 consiglieri. Il progetto di via Alto Adige è lo scoglio per eccellenza con gli ecosociali. «Ambasciatori» del Pd, sia esterni che interni al consiglio comunale, stanno provando a immaginare una mediazione. Nei sondaggi del Pd con gli ecosociali torna il tema del referendum sul progetto Benko proposto da Spagnolli prima delle elezioni. Un referendum «serio», credibile, prima della votazione in consiglio comunale sull’accordo di programma potrebbe rappresentare un punto di incontro rispetto alla richiesta degli ecosociali che continua ad essere «il sindaco non firmi l’accordo di programma». Il condizionale è di rigore, perché si tratta appunto di un filo leggero che si prova a tirare tra le due parti. «Inizio a pensare che sia nel Pd che nella Svp sempre più persone non siano disposte a immolarsi sull’altare di Benko», è l’indizio lanciato da Guido Margheri (Sel).
Gli ecosociali compatti. Stanchi di indiscrezioni, ieri gli ecosociali hanno preso posizione sul piano che prevederebbe di spaccarli, portando in maggioranza solo Luigi Gallo, Annamaria Molin Ferremi e forse Guido Margheri, lasciando fuori i Verdi Cecilia Stefanelli e Tobias Planer. La voce circola diffusamente nel Pd. Gallo, stanco di essere considerato “conquistabile”, reagisce: «È uno scenario che viene fatto filtrare ad arte, ormai ne sono convinto, per creare tensione. Dico solo una cosa: non perdete tempo con questi tatticismi, perché tempo non ce n’è. Manca meno di un mese. Mi viene la pelle d’oca, se penso ai temi su cui dobbiamo confrontarci per vedere se è possibile trovare un accordo. Perché è vero, io sono disposto a parlare. Se questo è essere “morbidi”, allora sono morbido. Voglio parlare, ma non so dove porterà questo parlare e sono stupito da come viene gestita la partita: mi sarei aspettato che il giorno dopo le elezioni ci avessero chiamato per invitarci a discutere. Invece è passata una settimana dal ballottaggio e siamo ancora ai gossip, alle allusioni su Gallo che potrebbe sganciarsi dagli altri, su Margheri che un giorno è buono e un giorno è cattivo». Cecilia Stefanelli interviene: «L’unità è la nostra forza». Anche Margheri gela i gossip: «È follia pensare che qualcuno di noi possa abbandonare la nostra candidata sindaco Stefanelli in una operazione di trasformismo. L'area rosso-verde sarà tutta fuori o tutta dentro». E non c’è solo il progetto Benko, precisa Gallo: «Il sindaco pare non essersi ancora reso conto di quello che è successo e non ha ancora avuto voglia di sedersi mezzora intorno a un tavolo per parlare di cose concrete. Abbiamo un progetto serio per rilanciare la nostra città, per prenderci cura di Bolzano? Ci interessa parlare nel merito di come la fatica sociale di alcuni quartieri lascia spazio a CasaPound, alla disaffezione?». E avanti così. «Se volete parlare di questo, non ho necessità di tattiche e di dimostrare gradi più o meno elevati di "durezza/ morbidezza», conclude Gallo, «Altrimenti parlate pure con chiunque, Lega compresa, e fate la vostra giunta balneare».
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