BOLZANO. Tornano a cantare le sirene di centro. Un centro under 50, soft, competente e dotato di humour come Enrico Letta. Ma centro. E i centristi sparsi in diversi lidi tornano a sorridere. La bussola politica impazzita di questi giorni si è fermata indicando il giovane vicesegretario del Pd (46 anni), che ha alle spalle una carriera politica così precoce da essere riuscito ad essere vicesegretario nazionale del Ppi nel 1997, il passaggio precedente alla Margherita. Se Enrico Letta riuscirà non solo a formare oggi il governo, ma a farlo durare per un periodo significativo, sono i ragionamenti di queste ore, sarà inevitabile anche un contraccolpo di identità nel Pd, perché sarà Letta uno dei protagonisti politici, insieme a Matteo Renzi.

Intanto un primo atto è già stato compiuto. «L’occasione di fare un governo di centrosinistra l’abbiamo persa e ci avviamo all’accordo con il Pdl», si sfoga Chiara Pasquali. L’assessore comunale è stata tra le voci più arrabbiate nel Pd per l’affossamento di Prodi al Quirinale. Il 4 maggio Chiara Pasquali parteciperà alla assemblea nazionale del Pd in cui verrà deciso il percorso verso il congresso che sceglierà il segretario, successore di Bersani, e la nuova linea politica del partito. Il passo successivo saranno i congressi locali.

I renziani scaldano i motori. Anche a Bolzano. Questa mattina verranno presentate le associazioni culturali «Adesso! Per Matteo Renzi». Sarà presente Nicola Danti, consigliere regionale in Toscana e collaboratore stretto di Matteo Renzi. In Alto Adige sono nate cinque associazioni culturali che raccolgono l'eredità dei comitati nati all'epoca delle primarie per sostenere Renzi. Le associazioni rappresentano il territorio provinciale e hanno sede a Merano, Laives, Val d'Isarco e Bolzano. La portavoce del coordinamento delle associazioni è Sandra Lando, commercialista di Merano, la vice è Rosalba Leuzzi, pediatra bolzanina, che sottolineano «l'obiettivo delle associazioni è la promozione sul territorio delle idee di Matteo Renzi per restituire speranza all'Italia e per ridare dignità al Partito democratico. Con Matteo Renzi per tornare al Pd che avevamo sognato, per superare questa difficile fase e proporre un nuovo inizio. Per fare sì che anche in Alto Adige il progetto di cambiamento possa trovare una concreta attuazione».

Spettatore esterno ma interessato è Angelo Gennaccaro, segretario provinciale dell’Udc, che ragiona e ironizza così sulle nuove sirene centriste: «Una mia previsione sul Pd? La maggior parte di loro resterà dov’è, in un Pd spostato al centro. Non credo che molti emigreranno in Sel. Staranno nel Pd, si avvicineranno a Renzi anche ex Ds come Tommasini e Bonagura. Lo dico perché non credo che la legislatura del governo Letta sarà così corta». Lo scenario piace a Gennaccaro: «Chi si adegua alla linea del nuovo Pd delle larghe intese, resterà così a lungo. Sono tra chi pensa che potrà nascere un partito di centrosinistra moderato, che si affiancherà a un partito di sinistra. Una decina di giorni fa ne ho parlato con Casini a Roma: guardiamo con molto interesse a Renzi, che può essere un ottimo interlocutore e rappresentare un centrosinistra in cui ci sentiamo a casa. La nostra delusione elettorale alle politiche ha confermato che non c’è più uno spazio solo per il centro». Sorridenti gli ex alleati di Letta rimasti fuori dal Pd, come Diego Cavagna e Andrea Casolari (Scelta civica): «Vediamo se tutto il Pd voterà per il governo Letta. Capiremo a breve se le diverse anime del Pd riusciranno a convivere». Il movimento delle civiche si presenterà alle provinciali, anticipa Casolari: «A giugno presenteremo il simbolo, non sarà Scelta civica ma una denominazione territoriale».

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