BOLZANO. Michaela Biancofiore lancia Forza nazionale. Sul web, per iniziare. La deputata invita ad aderire alla pagina «Tutti uniti verso "Forza nazionale" un vero Pdl». Ma lo strappo dal Pdl ancora non c'è.
La deputata passa all'azione. Dopo l'annuncio di nome e logo depositato, ha iniziato a lanciare su facebook «Forza nazionale», il movimento «per Berlusconi» con cui «da oggi tornano al primo posto gli interessi dell'Italia e degli italiani». Così le chiedono gli alleati più stretti, come Enrico Lillo e Mario Tagnin, che di stare nel Pdl non vogliono più sentire parlare.
Ma le cose non sono così semplici, perché a Roma le cose del Pdl hanno preso una piega diversa dopo la nomina di Angelino Alfano come segretario del Pdl, affiancato dai tre coordinatori. Restano voci critiche nel partito, ma perfino Franco Frattini parla di «ritrovata unità» e spinge per le primarie caldeggiate da Alfano. Anche Michaela Biancofiore ammette che le primarie in Alto Adige per scegliere «coordinatore del partito e candidati sindaci», potrebbero essere una sfida divertente, «visto che i voti stanno dalla nostra parte. Interessata alle primarie, purché siano pulite, protette da infiltrati di altri partiti».
Insomma, resta o va? La deputata promette: «Si saprà tutto a tempo debito. La tendenza è quella, ci sarà una conferenza stampa nazionale. La nomina di Alfano è importante perché sarà plenipotenziario rispetto ai tre coordinatori, ma ce la farà a non subire i loro condizionamenti?».
Enrico Lillo interpreta: «E' normale che Michaela abbia un momento di prudenza. Vuole parlare con Alfano e con Berlusconi, capire cosa accadrà nel Pdl». A Bolzano, spiega Lillo, non c'è invece bisogno di tattica: «La nostra decisione è di uscire. Lo farò io, Mario Tagnin e parecchi altri». Anche se il Pdl cambierà profilo? Lillo: «Per poi ritrovarci comunque a massacrarci con il gruppo Holzmann? Ci siamo stufati e non ci facciamo ingannare dalla promessa di un passso indietro del deputato: resterebbe a tirare le fila di nascosto». Conviene andarsene e lasciare il marchio di fabbrica Pdl agli avversari? Lillo: «Sappiamo che andiamo incontro a un rischio: possiamo costruirci un peso o trovarci in mano un pugno di mosche. E' bello però avere ritrovato l'entusiasmo. Non va sprecato, dobbiamo decidere in pochi giorni».
Primarie? «Perché no», commenta Giorgio Holzmann, «qualcosa va fatto. Visto che l'attuale legge elettorale fa decidere tutto ai partiti, è giusto studiare forme di partecipazione». Poi la consueta bordata contro l'avversaria: «Attendiamo l'uscita plateale dal Pdl di Lillo, Tagnin e Biancofiore. Ma non ci sarà nessuna uscita, naturalmente». Perché? Così Holzmann: «Perché la deputata come al solito ha parlato troppo e troppo presto, ritrovandosi con il cerimo in mano. Aveva orecchiato movimenti, dissensi, critiche alla gestione del partito. Adesso che Alfano sta mettendo d'accordo praticamente tutti, con chi fonderà la sua Forza nazionale? Si inventerà qualcosa tipo "Berlusconi mi ha chiesto di restare" e tutto come prima». Ma Stefano Angeli dà ragione a Lillo: «Finalmente una novità. Forza nazionale da semplice associazione prende i connotati di movimento politico territoriale, presto nazionale».

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