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Bolzano. Il giudice Emilio Schönsberg non ha fatto alcuna considerazione su quello che l’ex procuratore Cuno Tarfusser ha definito un “accanimento giudiziario” nei suoi confronti ma le argomentazioni contenute nel decreto di archiviazione (definitiva) del procedimento per presunto peculato d’uso (di un’auto di servizio a disposizione dei carabinieri) ha visto prevalere le tesi difensive dell’ex giudice internazionale (per dieci anni in servizio all’Aja) disponendo l’archiviazione definitiva del procedimento avviato dai colleghi della Procura di Bolzano “per infondatezza della notizia di reato”. Come si ricorderà al centro del caso c’è l’accusa mossa dalla Procura per presunto peculato d’uso in relazione all’utilizzo, da parte di un agente di polizia giudiziaria (che per 15 anni era stata la punta di diamante degli investigatori guidata dalla Procura), di un’auto civile dei carabinieri utilizzata per dare un passaggio allo stesso dottor Tarfusser ed al sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi per un pranzo di fine anno al ristorante “Da zio Alfonso” di via Druso a Bolzano il 29 dicembre 2017. In sostanza l’auto in questione venne utilizzata per coprire una distanza di poco meno di chilometro, oltretutto lungo un tragitto che il carabiniere alla guida avrebbe in gran parte comunque effettuato per ragioni di servizio. L’indagine, venne aperta in totale riservatezza dalla Procura di Bolzano e durò 2 anni 5 mesi e 16 giorni. Avviata dalla Procura di Bolzano (per un primo periodo a carico di ignoti) si è conclusa qualche settimana fa con la richiesta avanzata dal pubblico ministero Andrea Sacchetti di una archiviazione nei confronti del collega “tenuità del fatto”. Una formula che avrebbe riconosciuto che il comportamento dell’ex procuratore Tarfusser non sarebbe stato legittimo ma penalmente irrilevante “per tenuità del fatto”. Il dottor Tarfusser (difeso dall’avvocato Francesco Coran) ha invece ottenuto l’archiviazione del procedimento per infondatezza della notizia di reato. Una differenza importante per possibili nuovi incarichi che lo stesso dottor Tarfusser potrebbe tentare di andare a ricoprire negli ultimi anni della sua carriera di magistrato. Nel decreto di archiviazione “per infondatezza della notizia di reato”, il giudice dottor Emilio Scghoensberg si richiama più volte al pronunciamento delle Sezioni unite della Corte di Cassazione che hanno tracciato le coordinate per ritenere integrata l’ipotesi delittuosa del peculato d’uso, ossia “la produzione di un danno apprezzabile al patrimonio della pubblica amministrazione e di una lesione concreta alla funzionalità dell’ufficio”. Elementi che nel caso Tarfusser sono stati esclusi.


