BOLZANO. L’ultima legge di bilancio parla anche di pensioni e sono molte le novità che riguardano direttamente poco meno di 10 mila altoatesini. In particolare sono state eliminate le penalizzazioni legate all’età (ai 62 anni), sono stati introdotti i 41 anni per uomini e donne per i cosiddetti lavoratori precoci ed è diventata gratuita la ricongiunzione dei contributi per chi li ha versati a enti diversi avendo cambiato lavoro nel corso della sua carriera. Ne abbiamo parlato con Luisa Gnecchi, presidente e capogruppo della commissione lavoro alla Camera.
Quanto è importante che siano state eliminate le penalizzazioni legate ai 62 anni?
«Molto. Nella nostra provincia sono parecchie le persone che vanno in pensione anche con le nuove regole, quindi 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini, perché c'è sempre stata piena occupazione. O quasi».
A chi sta pensando?
«L'apprendistato è molto utilizzato, le maestre e le assistenti di scuola per l'infanzia hanno iniziato a lavorare molto giovani, le maestre elementari hanno avuto anni di supervalutazione per il lavoro in zona disagiata eccetera. Pertanto è importantissimo togliere definitivamente le penalizzazioni, che erano legate all'età. Le avevamo tolte per le pensioni liquidate dal gennaio 2015, poi siamo riusciti ad eliminarle dal 2016 anche per le pensioni liquidate nel 2012/13/14, ma dal gennaio 2018 per le nuove liquidazioni sarebbero inesorabilmente ritornate. Ebbene, con la legge di bilancio, spariranno definitivamente».
Chi trarrà vantaggio dalle modifiche introdotte per i lavoratori precoci?
«Un’altra misura importante per la nostra provincia è sicuramente l’introduzione dei 41 anni per uomini e donne se lavoratori precoci, senza vincolo di età e senza penalizzazioni. Basta un anno di contribuzione prima dei 19 anni di età. Questa misura riguarda diverse tipologie di lavoro pesante o gravoso: operai dell'edilizia, conduttori di gru, molti lavori edili, chi è impegnato nell’assistenza di persone non autosufficienti, chi lavora nei servizi di pulizia eccetera. Per gli uomini si tratta, in concreto, di un anticipo di 1 anno e 10 mesi sulla data della pensione e per le donne di 10 mesi».
Quali sono quindi i benefici per i «precoci»?
«Primo: per chi raggiunge comunque i requisiti della Fornero di non avere penalizzazioni se ha meno di 62 anni al momento del pensionamento (anche se andrà in pensione dopo il gennaio 2018). Secondo: la novità di considerare finalmente i lavori gravosi e pesanti».
Altre novità?
«Devo comunque dire che la novità più importante è riconoscere finalmente che l'aspettativa di vita non è uguale per tutti e che i lavori non sono uguali. Ed è dal 2009 che cerchiamo di farlo capire».
Quanto può cambiare l’aspettativa di vita in base al livello di istruzione di una persona?
«Molto. L'Istat lo scorso aprile ha calcolato che a 45 anni un maschio con la licenza elementare ha una speranza di vita di 4,3 anni inferiore ad un laureato (2,1 per le donne)».
Cosa cambia invece in tema di ricongiunzione dei contributi?
« Con la legge 122/2010 sono state rese onerose tutte le ricongiunzioni dei contributi, mentre fino ad allora era oneroso solo il trasferimento verso un fondo che poi avrebbe liquidato una pensione migliore, ma verso l'inps era gratuito. Dal 2010 stiamo cercando di risolvere la questione per evitare che i lavoratori e le lavoratrici debbano pagare i contributi due volte. Con la legge di bilancio si prevede la possibilità del cumulo gratuito. Il calcolo della misura della pensione è un po' inferiore al calcolo che si potrebbe ottenere con la ricongiunzione, ma almeno si ha la possibilità di valorizzare i propri contributi e di poter andare in pensione. Nella nostra provincia sono parecchie le persone che dopo anni di lavoro nel privato hanno poi trovato occupazione nel pubblico impiego».
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