BOLZANO. Il nuovo anno si apre all’insegna delle buone notizie per i pensionati: la legge di stabilità per il 2016 ha cancellato le penalizzazioni rimaste per coloro che sono andati in pensione anticipata di anzianità prima dei 62 anni, nel periodo 2012, 2013, 2014. Si calcola che a livello nazionale la misura interessi complessivamente 29 mila persone, di cui 23 mila donne e 6 mila uomini; a livello altoatesino dovremmo essere intorno alle 2 mila unità, si tratterebbe in particolare di insegnanti (fino al 1992 chi lavorava nelle zone di confine, che significa praticamente tutto l’Alto Adige escluso e Bolzano e qualche altro centro, ogni cinque anni di servizio si vedeva riconosciuto ai fini pensionistici un anno in più, ndr) e dei cosiddetti lavoratori precoci, ovvero coloro - molti dei quali del settore metalmeccanico - hanno cominciato a lavorare giovanissimi.

Soddisfatta Luisa Gnecchi - membro della commissione parlamentare lavoro pubblico e privato, con un passato da impiegata all'Inps a Bolzano e di sindacalista della Cgil di cui stata a capo anche della segreteria provinciale - prima firmataria dell’emendamento che ha tolto le penalizzazioni.

«Nella legge di stabilità dello scorso anno - spiega la deputatata bolzanina - avevamo ottenuto l’abolizione delle penalizzioni, che vanno dall’1% per chi si è dimesso a 61 anni, 2% a 60, 4% a 59, ma solo per chi andava in pensione nel corso del 2015. Rimanevano esclusi quanti erano andati negli anni precedenti. Ho ricevuto decine di email e lettere da parte di persone già in pensione da qualche anno che chiedevano di poter godere dello stesso trattamento, visto che a causa delle penalizzazioni perdevano in media dai 100 ai 200 euro al mese».

L’ ultima legge di stabilità prevede che l’abolizione delle penalizzazioni venga estesa anche a coloro che hanno lasciato il lavoro anticipatamente negli anni 2012, 2013, 2014.

«Ciò significa - spiega Gnecchi - che da gennaio chi rientra in queste categorie di pensionati avrà un assegno più pesante. Non è previsto il pagamento degli arretrati, ma credo comunque che sia già un ottimo risultato quello che siamo riusciti ad ottenere»

L’altra novità interessante contenuta nella legge di stabilità 2016 riguarda le donne: è stata eliminata la non cumulabilità del riscatto del congedo parentale fuori dal rapporto di lavoro e il riscatto della laurea. «In molti casi - dice Gnecchi - si tratta complessivamente di più anni che la lavoratrice, pagando ovviamente, dal primo gennaio può riscattare e che diventano particolarmente preziosi in tempi in cui il traguardo della pensione si sposta sempre più in là».

La legge ha effetto retroattivo e la prima a beneficiarne sarà sicuramente un’ex dipendente della Regione Toscana alla quale era stato concesso di andare in pensione consentendole di riscattare - per un errore - sia la laurea che il congedo parentale.

«Quando se ne sono accorti - spiega Gnecchi - si è vista arrivare la lettera in cui le veniva comunicato che il cumulo non era possibile quindi non aveva ancora i requisiti per andare in pensione, ma non poteva tornare in Regione e avrebbe però dovuto restituire 126 mila euro. Con l’approvazione del mio emendamento anche situazioni come questa verranno sanate».

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