BOLZANO. Il primo conto sul danno provocato alle casse dell’Inps è pesante: 1.503.000 euro. L’inchiesta condotta dalla Procura di Bolzano (il pm è Igor Secco) e dalla Guardia di Finanza, è tutt’altro che conclusa e dunque è lecito sospettare che la somma sia destinata a salire. Le Fiamme Gialle di Bolzano hanno però consegnato proprio in questi giorni una prima relazione al magistrato che coordina le indagini. Sul registro degli indagati sono finite 15 persone. Si tratta di avvocati e sindacalisti della zona di Latina e Salerno. Le ipotesi di reato parlano di «indebita percezione di erogazioni», «falsità materiale commessa da un pubblico ufficiale» e «falsità materiale commessa da un privato». Come detto per il momento sul registro degli indagati sono finiti solo professionisti e sindacalisti accusati di aver curato per decine di lavoratori la documentazione per ottenere l’assegno pensionistico, falsificando però le certificazioni Inail sulla base delle quali il trattamento pensionistico viene definito.

Sulla base della segnalazione della sede Inps di Bolzano, in un primo tempo l’inchiesta aveva riguardato alcune pratiche curate da alcune organizzazioni sindacali con l’ausilio di professionisti per ottenere il riconoscimento delle maggiorazioni pensionistiche per aver lavorato a contatto con l’amianto. Anche in quel caso nel mirino erano finite alcune certificazioni Inail falsificate. Ora però l’inchiesta si è allargata e sta coinvolgendo chi avrebbe ottenuto una pensione senza averne diritto. Per 88 lavoratori sarebbe già stata raggiunta la prova dell’avvenuta falsificazione. Accertamenti sono in corso per altri 1519 (tra cui una cinquantina di altoatesini) che avrebbero falsificato le pratiche senza però aver ottenuto il trattamento pensionistico. (ma.be.)

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