BOLZANO. Certe storie hanno il sorriso ancora prima di nascere. In una domenica di splendido sole c'è chi va in montagna, chi si concede un giro in moto, chi sparisce dalla circolazione per ritemprarsi e chi si infila un vestito da clown o un enorme costume da Peppa Pig e passa il suo tempo a strappare una luce negli occhi dei bimbi che la domenica la passano nel reparto di pediatria all'ospedale San Maurizio di Bolzano.

Ieri mattina, dunque, grazie all'iniziativa della responsabile marketing del centro commerciale Centrum Gloria Vedelago, la notissima protagonista delle storie per bambini ha varcato le stanze dei piccoli malati presentandosi per una foto e una risata. Intorno a lei il colorato corteo dei clown della giovane associazione “Fuo-Ridi-Testa” che in queste corsie passano molto del loro tempo libero. Peppa Pig, talmente grande da sembrare Peppa Big, ha salutato tutti gli ospiti scatenando lo stupore dei pazienti che tutto si aspettavano meno che veder comparire il personaggio della loro fantasia al fianco del letto. Fotografie, sorrisi e tante domande. Tra le più quotate, naturalmente, dove sono finiti il coniglio Rebecca e la pecora Suzy: amici storici di Peppa nelle sue avventure.

Per la verità si divertono anche gli adulti e il personale sanitario. Una graziosa infermiera esce dal triage pediatrico sorridendo: «È enorme, di solito uno se la immagina piccolina Peppa Pig. Un’iniziativa divertente, siamo contente».

Nel pomeriggio, poi, il personaggio dei cartoni animati ha animato il centro commerciale Centrum per la gioia dei tanti bambini curiosi di vedere dal vivo una vera “star”.

Assieme a lei, come detto, il gruppo di clown che spesso porta sollievo ai malati con una risata e un naso rosso. «Non seguiamo solo i bambini - spiegano Massimo TrigoloKoala” e Angela TroleseDiavolina” - ma andiamo anche nelle case di riposo o in altri reparti delicati dell’ospedale. Portare gioia anche agli adulti è una conquista magnifica perchè i bambini hanno un entusiasmo naturale, mentre con i più grandi devi conquistartelo e spesso diventiamo autentici confidenti». Sempre con il buon umore, ma non deve essere semplice rapportarsi con certe situazioni. «Seguiamo dei corsi specifici per questo. Prima ci sono cinquanta ore base per soccoritori della croce rossa, poi altre venti di specializzazione in questo settore. Diventa una passione a cui dedichi molto tempo, ma umanamente impagabile». Ci sono anche dei risvolti terapeutici. «Certo, diversi studi lo hanno dimostrato. Diamo un aiuto in quel senso». Formatasi a gennaio l’associazione apre le braccia a tutti. «Chiunque abbia voglia di condividere questa esperienza è il benvenuto». Una cosa è sicura: ci si diverte.

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