PHOTO
BASSA ATESINA. In frutticoltura si fa sempre più pressante il fenomeno della cosiddatta deriva. Vale a dire la conseguenza negativa che si crea quando, durante il trattamento antiparassitario, il prodotto spruzzato dall'atomizzatore (quel contenitore dotato di pompa e ugelli trainato dal trattore che vediamo regolarmente nelle campagne), non va a coprire solo le piante da frutto da proteggere dai parassiti, ma una parte finisce altrove. E questo “altrove” significa diverse possibilità: quando l'appezzamento si trova vicino ai centri abitati, la deriva può avere effetti negativi ad esempio se va a imbrattare autovetture, biancheria stesa ad asciugare, finestre, case vicine, fino alla contaminazione della verdura con prodotti fitosanitari negli orti.
L'argomento è stato illustrato recentemente in un convegno da Roland Zelger, del Centro di sperimentazione Laimburg di Castel Varco . Questi effetti del fenomeno della deriva, senz'altro indesiderati, possono causare anche gravi problematiche, a seconda delle sostanze distribuite nei trattamenti. Anche nei frutteti adiacenti a quello trattato – si legge ad esempio sulla rivista realizzata dalla cooperativa Vog – il fenomeno della deriva può portare a residui problematici nei prodotti di raccolta, quando si tratta di altri tipi di coltivazione per i quali il principio attivo distribuito non è ammesso. Ciò per il produttore può comportare l'applicazione di sanzioni o svantaggi di tipo economico.
Ma anche nelle acque superficiali un'immissione di prodotti fitosanitari tossici per gli organismi acquatici può avere conseguenze negative per la fauna. Nel corso dell’approfondimento, Roland Zelger ha anche ricordato che, benché in Alto Adige e in Trentino la distribuzione dei prodotti antiparassitari sia regolamentata da norme abbastanza rigide, queste non risolvono il problema, anche perché molto spesso il frutticoltore, per pigrizia o noncuranza, non si attiene alle regole. Ci vogliono quindi una maggior cura e sensibilità da parte dell'operatore per evitare effetti indesiderati e negativi sull'ambiente circostante, o almeno di ridurli al minimo.
Al convegno è intervenuto anche Markus Knoll del Centro di consulenza per la frutti - viticoltura dell'Alto Adige, per sottolineare che, comunque, il problema non viene assolutamente sottovalutato e negli ultimi anni è stata posta una particolare attenzione nei confronti degli atomizzatori per ridurre al minimo il fenomeno della deriva. I frutticoltori infatti sono chiamati periodicamente a far collaudare pompa e ugelli dell'attrezzatura, proprio affinchè questi svolgano come si deve il loro “lavoro”W, evitando conseguenze indesiterate.
Ma non è tutto: sembra che a livello provinciale si stia pensando di cercare di modificare, rendendola più rigorosa, la legge che attualmente regola i trattamenti antiparassitari in prossimità di centri abitati.
©RIPRODUZIONE RISERVATA


