MERANO. Dal 1978 siede ininterrottamente in consiglio comunale, in passato è stato anche capogruppo della Svp, e, nella consigliatura tra il 1980 e il 1985, assessore al traffico, alle licenze e ai mercati. Che ricetta magica ha Georg Hörwarter per centrare sempre l’elezione in consiglio comunale? "Le ricette magiche non esistono – si schernisce il confermato consigliere – direi invece che ho un gruppo di persone affezionate che anno dopo anno mi confermano la loro fiducia. Molti di loro mi hanno sempre detto che se io non mi candidassi più non andrebbero neppure a votare".
Anche dalla Waterloo della Svp meranese il 10 maggio, Hörwarter è uscito a testa alta. Ottavo degli eletti, l'ultimo davanti all'Obmann Sepp Brunner. E per lui quella che si apre è l'ottava legislatura in consiglio, nel 2018 potrà timbrare il cartellino del quarantesimo anno di vita politica attiva in città. "Un ruolo importante – continua Hörwarter – ce l’ha il mio impegno nell'associazionismo, nel volontariato. Opero nella San Vincenzo, nell'Heimatpflegeverein e sono molto vicino alle associazioni religiose".
Secondo Hörwater due sono le ragioni che hanno portato al più grande insuccesso della stella alpina in città: "Da una parte penso alla campagna elettorale molto dispendiosa sia in termini di quattrini che di temi affrontati, tutti però in maniera superficiale. La gente ha bisogno di risposte ai propri problemi quotidiani, non grandi temi. Dall'altra la Svp è ormai un partito di elite, altro che Volkspartei. Gli unici ad essersi salvati in questa competizione sono stati i contadini e gli Arbeitnehmer". Pensa a una posizione nella futura amministrazione? "Non sono abituato a chiedere, e poi ho già abbastanza da fare con la nuova associazione che stiamo costruendo per accompagnare il museo di palazzo Mamming". (rog)

