SESTO PUSTERIA. Con una sua decisione di lunedì, la giunta provinciale ha deciso di concedere al Comune di Sesto Pusteria, che ha manifestato il proprio interesse, il diritto di prelazione per l’acquisto del Rifugio Monte Elmo, per il quale l’asta, dopo la stima della Provincia che l’aveva valutata come base 53 mila euro, è salita fino a 110 mila euro. La scelta della Provincia, nell’aria dopo che il Comune aveva improvvisamente cambiato rotta e manifestato un interesse inizialmente negato, per l’edificio che si trova da decenni in stato di abbandono, concede ora all’ente territoriale il diritto di acquisto pareggiando l’offerta migliore che era stata, appunto, di 110mila euro.
Si chiuderà così in tal modo, visto che una delibera del consiglio comunale di Sesto testimonia la volontà di entrarne in possesso, la storia della riacquisizione dell’originaria Helmhaus, inizialmente rifugio dell’Alpenverein di Sillian e poi casermetta di confine della Guardia di finanza, passata in proprietà alla Provincia in virtù del secondo accordo di comparto con lo Stato per i trasferimenti di beni ex militari.
Non ne rimarrà contento l’Alpenverein altoatesino, che in accordo con quello di Sillian aveva per primo manifestato l’interesse per la “sua” storica struttura che, nei progetti dei due club alpini, avrebbe dovuto diventare una piattaforma “alla memoria” con osservatorio e ripari minimi, da cui godere il panorama sulle Alpi dello Zillertal e della Cresta carnica, che ne avevano suggerito la costruzione. Un interesse e un progetto che sembravano poter andare in porto senza contrasti, prima che i Comuni, sia quello di San Candido che ha interessi nelle funivie di Monte Elmo, che quello di Sesto, sul cui territorio insiste il rudere, cambiassero parere, entrando in competizione per l’acquisto della particella. In particolare proprio il Comune di Sesto Pusteria, a modifica del progetto Avs, sostiene la ricostruzione dell’edificio per crearvi una specie di struttura panoramico - museale, sfruttando anche le fortificazioni interrate che vi sono annesse. A Sesto infatti esiste già un’associazione volontaria, la Bellum Aquilarum, che cura e mantiene i luoghi teatro dei combattimenti della prima guerra mondiale e il concetto comunale non ostacolerebbe i piani dell’Avs, arricchendone invece i contenuti. La spiegazione però non convince tutti e non sono pochi gli scettici che affermano come, sulla base di esperienze passate, a Sesto difficilmente si pensi a qualcosa senza un tornaconto. Per loro, il timore che sull’Elmo con rinate ambizioni sciistiche possa nascere in futuro un nuovo rifugio albergo, non è del tutto infondato.
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