MARLENGO. Oltre cento persone hanno partecipato ieri, nell’elegante sede della cantina Merano Burggräfler di Marlengo, alla tradizionale giornata del vino organizzata dalla stessa cantina in collaborazione con il Beratungsring. Josef Ladurner, rappresentante del Beratungsring, ha aperto i lavori caratterizzati da una serie di relazioni tecniche che sono servite ai presenti per approfondire le conoscenze in merito al lavoro nei campi, alle possibilità di migliorare il prodotto destinato ad un mercato che continua a premiare lo sforzo compiuto in Provincia e anche dalla cantina del Burgraviato.

Dopo la relazione di Paul Hafner del Beratungsring, c'è stato un intervento di Gerd Innerebner del centro Laimburg che s'è soffermato sulle caratteristiche del vino e sulle opportunità per migliorare ulteriormente il prodotto in modo da renderlo sempre più attrattivo sul mercato. Di qualità del prodotto ha parlato anche Simon Kompatscher del Südtiroler Beratungsring, mentre la relazione più pratica, e quella che ha destato anche le maggiori attenzioni da parte dei presenti, è stata affidata ad Othmar Kiem dell'associazione Südtiroler Vernatsch Cup, che ha sollevato la questione se la Vernaccia sia un vino moderno oppure no, seguito da Thomas Weitgruber, che ha parlato delle possibilità del Vernaccia di entrare fra i vini tipici altoatesini più conosciuti e apprezzati.

"È un tipo di vino - ha detto fra l'altro Kaspar Platzer, presidente della cantina Merano Burggräfler - ancora poco valorizzato. Ed è un peccato. Fra l'altro la produzione, anche nella zona di nostra competenza, è notevole e la qualità meriterebbe di essere sfruttata meglio. Stiamo assistendo a un progressivo riconoscimento della Vernaccia. E ci auguriamo che la produzione possa avere quello sviluppo che si merita questo particolare vitigno tipico della nostra zona".

L'occasione della giornata del vino è servita anche a Kaspar Platzer per fare un quadro dell'attività della cantina sociale Merano Burggräfler, costituita anni fa dalla fusione con la cantina di Merano e quella di Marlengo. "Contiamo attualmente su circa 400 soci che lavorano quasi 260 ettari di terreno sparsi su tutto il Burgraviato. Ogni anno lavoriamo oltre 20 mila quintali di uva e imbottigliamo 2 milioni di bottiglie. È un lavoro che seguiamo, con grande impegno, nella sede che è stata ristrutturata e rimessa a nuovo".

Anche il mercato continua a premiare il lavoro della cantina Merano Burggräfler, che "vende soprattutto in Italia ed anche in diversi Paesi europei e ha risultati, anche di qualità, che continuano a premiare il nostro lavoro", conclude il presidente Platzer, orgoglioso dei molti riconoscenti avuti dai vini prodotti dalla cantina di cui è presidente. (e.d.)