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MERANO. Tra ventagli agitati a piene mani, acqua ghiacciata e qualche mini ventilatore elettrico il futuro di Azienda soggiorno Merano approda in consiglio comunale. Nelle serate del 26 e 27 luglio l’assise della politica meranese discuterà sul progetto di possibile privatizzazione dell’ente turistico meranese. A richiedere che l’argomento esca dalle segrete stanze della giunta e del gruppo di lavoro che in gran segreto a inizio giugno era stato costituito era stato un ordine del giorno presentato dalla lista civica di Giorgio Balzarini, approvato in consiglio comunale.
In quelle due serate si saprà effettivamente cosa il gruppo di lavoro composto dal sindaco Paul Rösch, da presidente e direttrice di Azienda soggiorno Ingrid Hofer e Daniela Zadra, dall’assessora Gabi Strohmer, da Thomas Aichner, dalla direttrice di Terme Merano Adelheid Stifter, dall’avvocato Lorenzo Salvà, dal commerciante Joachim Ellmenreich, dal commercialista Marco Baldessarelli, Hansjörg Haller, direttore dell’ufficio turismo della Provincia e da un esperto di coaching abbia deciso di fare.
L’ultima decisione spetterà alla Provincia, ma il consiglio comunale sarà chiamato a dire la sua. La Provincia nel quadro della riorganizzazione del settore della promozione turistica di fatto vuole cancellare Azienda soggiorno e trasformarla in una proloco come tante altre, affidandola nelle mani degli albergatori.
Ma l’Azienda di soggiorno non è un ente qualunque: nato due secoli fa, in questi anni è riuscito a coniugare l’attrazione turistica con l’attività di animazione cittadina rivolta ai residenti. Ma stiamo anche parlando dell’unica Azienda di soggiorno che è riuscita, dopo la reintroduzione dell’imposta di soggiorno pagata dai clienti degli hotel, a mantenere inalterato intorno al mezzo milione di euro il contributo che gli albergatori le versano volontariamente ogni anno.
Un gioiellino, secondo alcuni, da fare invidia. Il piano provinciale prevede la presenza di Idm, tre unità locali (est, ovest e centrosud) e tante piccole proloco. Il gruppo di lavoro guidato dal sindaco Paul Rösch avrebbe dovuto avere il campito di dimostrate perché Azienda di soggiorno Merano debba sopravvivere. Cosa fa tanto gola alla politica provinciale e ad alcuni albergatori al punto da chiedere la testa di Azienda soggiorno? Per prima cosa c’è un pacchetto da due milioni di euro che dopo la recente variazione dell’imposta di soggiorno, entreranno nelle casse dell’ente. Oggi quei soldi sono spesi sotto la supervisione del Comune, con l’Azienda privatizzata ovviamente no.
E poi ci sono gli incassi derivanti dalle sponsorizzazioni, che coprono il 56% dei costi delle manifestazioni organizzate. Senza una partecipazione pubblica, addio proporzionale nelle assunzioni, ma anche meno burocrazia e gare d’appalto per assegnare lavori o servizi quasi superflue. Senza Azienda soggiorno anche camping e mercatino di Natale dovrebbero tornare ai privati, con i risvolti che questa operazione potrebbe comportare.
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