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Due anni fa aveva patteggiato 12 mesi di reclusione con l’accusa di stalking per aver perseguitato la direttrice dell’istituto provinciale per l’infanzia considerandola (erroneamente) responsabile della decisione del tribunale dei minorenni che gli tolse la patria potestà sul figlioletto dichiarato adottabile. Dopo un periodo di relativa tranquillità l’uomo si è rifatto vivo dalla primavera scorsa, probabilmente a seguito della decisione della Cassazione di confermare l’adottabilità del bambino. Dopo una serie di nuovi episodi di continue minacce e offese verbali, l’uomo è finito nuovamente davanti al giudice e condannato ad altri 12 mesi di reclusione.


