BOLZANO. L’artista meranese Arnold Mario Dall’O è rientrato a Bolzano ieri sera, mentre Norbert Pescosta, l’ematologo dell’ospedale di Bolzano è tutt’ora bloccato in Uzbekistan a causa di un ansiolitico non dichiarato al suo ingresso nel Paese asiatico e che secondo le autorità locali sarebbe illegale. Al 55enne - che lavora per “Medici Senza Frontiere” e per dell’associazione “Medici dell’Alto Adige per il Mondo” - è stato tolto il passaporto.

«Può muoversi liberamente, ma non può lasciare il Paese - racconta Norbert Dall’O, fratello di Arnold -. Erano partiti tre settimane fa, insieme all’amico tirolese Raoul Schrott, per fare un lungo viaggio in macchina, visitando l’Azerbaigìan e il Turkmenistan. L’ultima tappa era proprio l’Uzbekistan. Ma pochi chilometri dopo la frontiera sono stati fermati. Pescosta ha aperto la borsa delle medicine che conteneva anche una confezione di “Delorazepam”. Lui, infatti, sarebbe dovuto tornare in Italia oggi (ieri, ndr), insieme a mio fratello, in aereo. E avendo paura di volare, si era portato il medicinale». Ma secondo le autorità uzbeke, il medico avrebbe introdotto illegalmente una sostanza psicotropa. Il medicinale, infatti, sarebbe vietato nel Paese asiatico. «Eppure al confine, Pescosta ha chiesto cosa intendessero con sostanza psicotropa. Ma i poliziotti non parlavano inglese e quindi ha malinterpretato le loro parole - prosegue Norbert Dall’O -. Gli hanno preso il passaporto e purtroppo ora nessuno sa quando si sbloccherà questa situazione assurda. L’ambasciata sta cercando di aiutarlo, ma per il momento non si sa nulla. Si è trattato di un equivoco. Solo di questo. Pescosta va spesso in Africa, in India. È abituato a viaggiare. Ma non poteva sapere del divieto di usare Delorazepam. Si è persino fatto mandare la ricetta. Niente. Per gli uzbeki la questione va ancora chiarita».

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