Oltre al problema sicurezza su alcune strade del paese, l’amministrazione comunale di Magrè dovrà affrontare, fra breve, un altro importante argomento: la rielaborazione del piano di recupero di una porzione della borgata. Una porzione importante, denominata Klamm, che riguarda il centro storico dove sono insediati gli edifici più antichi. Si tratta della parte occidentale del paese, lungo via Josef Alberti che costeggia il corso del rio Favogna proprio a partire da dove il piccolo corso d’acqua lascia la forra per apparire alla luce del sole. Lungo questo torrentello, sul conoide di deiezione dei materiali portati dall’acqua nei secoli antecedenti, si erano insediati i primi abitanti di Magré, principalmente per due motivi: essere più sicuri, lontani dalle inondazioni dell’Adige che scorreva nella vallata privo di argini, e per la forza motrice rappresentata dall’acqua. E’ per questo che proprio all’interno della gola del rio esisteva un molino che forniva la farina per sfamare gli abitanti del paese e, più a valle, un’officina di fabbro, entrambi gli opifici azionati dalla forza dell’acqua.

L’amministrazione comunale, alla fine del 2012, ha deliberato di procedere alla rielaborazione del piano di recupero di tutto il paese. La borgata quindi è stata suddivisa in zone e la prima che sarà sottoposta a recupero edilizio sarà proprio la Klamm, costituita da una quindicina di edifici fra i quali quello della residenza nobiliare Königsegg, considerata una delle più antiche del paese, caratterizzata da una bella scalinata, attualmente di proprietà di Marta Ranzi. Il piano prevede il recupero del sottotetto degli edifici interessati e degli eventuali fienili e legnaie. Sarà un lavoro impegnativo e oneroso ma che l’amministrazione ha deciso fermamente di intraprendere.

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