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Bolzano. In piazza Domenicani c'è l'ultima trincea bolzanina. Una ridotta, stretta com'è, tutt'intorno, dalle avanzate provinciali. Le quali, di anno in anno, si sono trovate ad occupare, come competenze dirette, molto centro storico: dalla Lub al Museion, dal Conservatorio all'Auditorium. Cosa resta? La galleria Civica. Ma anche questa è sotto attacco. Tanto che Palazzo Widmann ha già chiuso la piccola galleria degli artisti, si appresta a sgomberare anche la farmacia comunale e ha messo gli occhi sul resto. E il Comune? "Dalla Civica non si passa" dice il sindaco. Che fa seguito alle preoccupazioni del suo assessore alla Cultura: "Quella galleria è un pezzo dell'identità bolzanina" ha detto Juri Andriollo. Per cui la notizia è questa: il municipio accetterà, di malavoglia, di spostare la sua farmacia ma non sposterà la sua galleria. "Il centro non può essere impoverito - sillaba Caramaschi - , non ci sono più cinema, tranne uno, e piazza Domenicani in particolare non può perdere la sua presenza cittadina. Una delle poche rimaste in centro storico. Grazie alla Provincia per tutte le strutture che ha costruito e rinnovato. Ora ha anche il Conservatorio... Basta". Kompatscher ha deciso di ristrutturarlo, e questo è bene, ma vorrebbe mano libera per i suoi progettisti anche al piano terra dove resistono le ultime proprietà comunali. Per cui si preannuncia un braccio di ferro doppio. Il primo a proposito della farmacia: "Accetterò di spostarla solo se mi sarà offerto uno spazio in contropartita. Ma che sia nei pressi" dice il sindaco. Il secondo braccio di ferro sulla galleria. Qui la questione è sensibile. Perchè il luogo dove opera la Civica è centrale, centralissimo. E altri Comuni, come quello di Trento, hanno sviluppato e valorizzato la propria galleria partendo dalla sua collocazione privilegiata. Ogni spostamento sarebbe dunque visto dal municipio come una "diminutio". C'è poi un programma, che circola in Comune: quello di mettere in sinergia Civica e Museion, enfatizzando il suo ruolo di vetrina per l'arte locale per la prima , così come Museion lo è per quella internazionale. D'altronde, il Comune soffre anche di un'altra esclusione: un suo rappresentante infatti non compare mai nel cda di Museion e dunque la principale istituzione artistica bolzanina è priva di una voce bolzanina al suo interno. Che poi il Comune guardi con attenzione al mondo dell'arte lo si deduce anche dalla velocità con cui è stata individuata una nuova sede all'associazione degli artisti sfrattati da piazza Domenicani: troveranno posto, con la loro galleria, in via Bottai, nelle vetrine di fronte al Museo di scienze naturali. P.CA.


