BOLZANO. Non è solo una questione di soldi. «Sì, - dice Caramaschi - quella farmacia ci dà reddito. È questo non fa mai male. Ma c'è anche del resto ...». Intende, il sindaco, che quel palazzo e quel contesto urbano è nel cuore della città e pure del Comune. È la ragione più profonda, anche se sottotraccia, della decisione di non cedere alla Provincia la farmacia municipale di piazza Domenicani. Che è sì un piccolo gioiello immobiliare e dunque sarebbe stato economicamente vantaggioso dismetterla spuntando un prezzo anche superiore al reale valore di mercato. Ma il senso politico e pure culturale del diniego è che il Comune vuole tenere “un piede” nel Conservatorio. Intende mantenere un pezzo di Bolzano in un luogo identitario. «Già abbiamo ceduto alla Provincia l'edificio, non era proprio il caso di toglierci totalmente di mezzo da lì...» dice a bassa voce il sindaco. C'è dunque un aspetto di orgoglio municipale ma anche un'altra questione che sta sottesa alla mancata operazion : il municipio si sente responsabile della (buona) vita della città. Perché oltre alla farmacia c'è il bar all'angolo (“che garantisce frequentazione e assicura a piazza Domenicani di non svuotarsi la sera quando il Monteverdi chiude” osservano in Comune) ma soprattutto c'è la galleria Civica. E questo offre il senso anche culturale del diniego e ne svela pure il significato politico. Tenendo fermi i suoi possedimenti dentro un palazzo per il resto pienamente provinciale, Bolzano mantiene una voce in capitolo anche nelle relazioni col Conservatorio e può offrire una sponda più “pubblica” e relazionalmente urbana alle sue attività specifiche. «Penso - anticipa Caramaschi - a mostre o attività legate alla musica da far svolgere dentro la Civica. Immagino eventi o attività in cui la cultura musicale e la cultura tout court compresa l'arte possano trovare una sinergia possibile nella nostra galleria». E in questo modo mantenere, da parte del Comune, una capacità relazionale in tutti i possibili tavoli, potendo contare su una presenza immobiliare effettiva. Un condominio, insomma. Con tutte le opportunità che questa posizione comporta anche a livello di consultazioni preventive senza imposizioni o sorprese. In effetti, il sindaco in sede di trattativa con palazzo Widmann aveva messo sul tavolo una possibile via d'uscita nel caso di vendita della farmacia: che la Provincia potesse dare in permuta uno spazio simile ma sempre nella piazzo. «Ad esempio al posto dell'attuale negozio di abbigliamento nel palazzo di fronte - svela il sindaco stesso - e dunque con le medesime opportunità del bar vicino alla farmacia di vivacizzare piazza Domenicani, mantenendola viva a tutte le ore». Un ulteriore elemento che spiega la riluttanza municipale a togliersi di mano la farmacia e, magari anche le altre due sue proprietà a fianco, è la prospettiva che si sta dischiudendo in questi mesi per il Monteverdi. La possibilità, ormai quasi certezza, di trasformarsi in facoltà di Musica. Insomma, cambiano gli orizzonti. Ma non solo per l'istituzione: per tutto il quadrante urbano che vi gravita. È la prospettiva di un nuovo ruolo centrale di Piazza Domenicani, non più costretta solo ad essere terminale dei bus ma luogo di aggregazione giovanile, snodo di eventi possibili in cui le attività cittadine si potranno fondere con quelle musicali e quelle universitarie. «Se avessimo venduto le nostre attività residue tutto intorno al Conservatorio non avremmo più avuto voce in capitolo a proposito della loro futura destinazione» conclude Caramaschi. (p.ca.)