Bolzano. Oggi riparte la piazza. La sua ripartenza, visto che si tratta di piazza Matteotti, ci dice molto di come, negli ultimi decenni, la città e i suoi quartieri abbiano perso gran parte della loro identità e di come, al contrario, resti comunque complesso provare a recuperarla.

Perché i lavori di riqualificazione sono destinati a restituire al luogo per prima cosa il rigore e i "vuoti" di quello originario.

Visto che negli anni era molto cambiata tanto da rischiare di diventare, da centro anche "politico" della Bolzano della prima industrializzazione, un semplice snodo urbano, uno slargo a fianco del traffico di via Milano. Ma questo cantiere che si apre oggi è anche lo specchio delle difficoltà di affrontare il tema" piazze" a Bolzano. Per arrivare a ripartire, infatti, piazza Matteotti è dovuta passare attraverso decenni di interventi sbagliati che l'hanno resa ancor più confusa e, infine, lungo un percorso molto accidentato di bandi e di concorsi, di appalti andati a vuoto e di ridisegno delle cornici amministrative. Come si ricorderà, il primo bando per la riqualificazione, alcuni mesi fa, andò deserto perché le aziende potenzialmente in grado di attuarlo, non ritennero conveniente il quadro predisposto dal Comune, con l'appalto unico e tutto il resto. Solo successivamente, attraverso la stesura di un bando spezzettato, diviso per settori e ambiti artigianali si è potuto avviare definitivamente il percorso riqualificativo. Lavori che partono con un ritardo di almeno sei mesi. Ma sia il sindaco che l'assessora Marialaura Lorenzini hanno lavorato perché, comunque, piazza Matteotti tornasse ad essere se stessa. E lo hanno fatto, in modo abbastanza inedito, appoggiandosi ad un concorso di architettura, non ad un intervento interno degli uffici municipali. Cambierà, la piazza, attraverso uno schema architettonico ma anche urbanistico. Il secondo essendo la conseguenza del primo. Ecco come: 1) in attuazione del progetto elaborato dallo studio Calderan -Zanovello la piazza dovrà avere una immagine di grande omogeneità, una continuità costituita in particolare dalla stesura di una pavimentazione uniforme, in cui i vari ambiti saranno divisi con rigore e dove si potranno svolgere diverse attività. Perché uno dei cardini del bando concorso di architettura, uno dei primi riservati a Bolzano alle sue piazze dopo tanti anni, era stato "l'uso multifunzionale del luogo". Questa multifunzionalità avrà la sua immagine più significativa in un lungo pergolato contemporaneo che la percorrerà da nord a sud e connetterà i suoi estremi in modo elegante e visibile. 2) lo schema urbanistico invece, pensa alla nuova piazza Matteotti non solo e non più come semplice snodo in grado di relazionarsi con il quartiere Europa-Novacella ma quale elemento capace di connettere il quartiere con l'intera città. Perché in piazza Matteotti potranno svolgersi eventi capaci di attrarre, situazioni in grado di farsi riconoscere da tutti i bolzanini. Un primo passo perché possa tornare centrale rispetto a Bolzano, non solo ai vecchi rioni popolari. In questo seguendo un percorso che sta cambiando anche “quella” città e non solo il centro. Ecco, secondo Renzo Caramaschi piazza Matteotti dovrebbe finalmente tornare ad essere centrale anche nella percezione collettiva dei bolzanini. Dopo la conclusione dei lavori, prevista non prima dell'estate, il Comune tornerà a ragionare sull'intero contesto urbano lì intorno. E lo farà attraverso lo stesso schema: un ascolto programmato delle esigenze degli abitanti e del commercio. All'orizzonte una parziale pedonalizzazione di via Milano. Come pure una possibile agenda di eventi e di situazioni in grado di riempire il quartiere di eventi e iniziative. E piazza Matteotti servirà da esempio: perché l'impianto di un concorso di architettura aperto sarà lo schema che il municipio è intenzionato ad adottare anche in futuro, primo step la riqualificazione di piazza Don Bosco, come pure il disegno esterno di piazza Vittoria una volta costruiti i garage sotterranei. Intanto si comincia da qui.