BOLZANO. Le due foto in questi giorni sono diventate virali sui social: Piazza Walther illuminata a festa di sera e piena di colori, Piazza Mazzini buia e in palese crisi di malinconia. "La questione - si legge nei numerosi "post" - è che anche Piazza Mazzini ha un grande albero di Natale, pure di design. Ma è spento". Come tutto il resto, dopo una certa ora. Insomma, ecco che torna la "città a due velocità", oppure "il Corso dimenticato", o ancora "tutto in centro, niente nei quartieri". In realtà, mai come quest'anno i quartieri sono pieni di luci natalizie. "Abbiamo fatto uno sforzo inedito - conferma l'assessore Angelo Gennaccaro - e da Corso Italia in giù, fino a via Milano le strade sono addobbate come da ricorrenza. Non era mai successo in questa misura". Il Comune per tutti gli impianti natalizi in città, escluso il centro storico, ha speso 192mila euro.

E allora, cosa è successo in Corso Libertà? "Semplice: il comitato non ci ha neppure presentato una domanda..." spiega l'assessore che nel suo pacchetto di competenze tiene anche il decentramento. E aggiunge: "Mentre For You, che raduna i commercianti della zona di via Torino-via Milano ecc. ci tempesta di proposte, si autofinanzia e mette in campo i propri aderenti, quello di Corso Libertà "InCorso" sembra un poco spento". Come le luci. Che sono state messe, ma sulla strada dal Comune e invece non ci sono sotto i portici. Che, invece, avrebbero dovuto essere installate a spese dei "frontisti" come accade, ad esempio in via Portici. "Ricordo che erano state acquistate e sono ancora da qualche parte, di proprietà del comitato - dice Luciano Giovanelli ex responsabile per l'Unione della zona - ma mi pare siano rimaste lì...". Insomma, piazza Mazzini buia e abbandonata al suo destino di bella (è architettonicamente un unicum) addormentata non pare un destino imputabile al municipio. O almeno non solo. Dado Duzzi, vicepresidente cittadino dell'Unione, sempre in prima fila nelle battaglie per la rivitalizzazione dei "centri commerciali naturali" come l'asse da Piazza Vittoria a Piazza Gries o via Torino-via Milano, ammette parziali responsabilità interne: "Capisco che è difficile reggere la concorrenza del centro e tutti sappiamo che altrettanto complicato indurre i consumatori ad attraversare ponte Talvera - dice - ma serve una maggiore mobilitazione degli interessati. Il lavoro del comitato va riempito di contenuti, vanno fatte proposte. Io, qui, mi prendo l'impegno da parte di tutta l'associazione di appoggiare in ogni sede piani di sviluppo e iniziative. Di qualsiasi genere. Ma vanno messi sul tavolo". C'è chi ammette poi, tra le decine dei gestori e proprietari degli esercizi che corrono lungo i portici della via, che "è stato molto difficile anche far tirar fuori 50 euro a testa per iniziare a rimettere in piedi qualcosa di nuovo". E anche in rete, sono volate parole grosse tra gli interessati alla questione. Sembra essersi spenta la spinta propulsiva che aveva caratterizzato gli ultimi anni del Corso. "Finito il mercato del sabato è ancor più duro tornare alla realtà" ammettono alcuni. Che commentano: "Sembra quasi che tutti noi si aspetti quello che succederà con i grandi cantieri per il garage di Piazza Vittoria e il polo bibliotecario. Ma tutto questo accadrà tra anni. Forse troppi. E nel frattempo qui si rischia di chiudere...". Infatti, è stato molto intenso, il turnover negativo tra aperture e chiusure di esercizi. E la crisi si fa sentire nella parte di asse tra Piazza Mazzini e Piazza Gries. A questo proposito osserva ancora Gennaccaro: "Gries ha organizzato il suo Natale di luci, Piazza Mazzini invece non ce l’ha fatta...". Eppure quel quadrato, dicono, si presterebbe più di ogni altro ad ospitare bancarelle, ambulanti selezionati, iniziative. "Servono anche quelle commerciali" dicono in Comune. "Serve un maggiore impegno del municipio - insistono dall'Unione - perchè è evidente che le difficoltà sono intrinseche alla zona". Ma il Comune lancia un salvagente: "Da domani prepariamoci alle prossime feste. Aspettiamo proposte".