BOLZANO. Da piazza Mazzini a piazza Verde. Così uno dei luoghi più marcatamente identitari della Bolzano nuova prova a uscire dal suo destino di lavagna a cielo aperto, tra scritte, graffittari di fresca formazione, messaggi improvvidi e spugne acide per cancellarne i residui. L'idea è questa: proteggere i «cubi» di accesso ai parcheggi, oggetto principale delle offensive del degrado, in icone dell'ecologia urbana. In sostanza, trasformarli in "muri di verde verticale", secondo i dettami di una delle più contemporanee correnti del paesaggismo sostenibile. Lo chiede il quartiere. E lo ha elaborato, questo progetto, Davide Borgo , consigliere di circoscrizione di Gries: "Stiamo portando avanti la proposta, che ha incontrato il favore degli abitanti, di contornare con del verde i cubi presenti sulla piazza - spiega l'esponente di "Io sto con Bolzano", lista che appoggia la giunta Caramaschi - andando così a creare un giardino verticale che impedirebbe di imbrattare i marmi e allo stesso tempo donerebbe al luogo un polmone verde". Sono anni che è in corso questa guerra in penombra tra imbrattatori e Comune: i primi impegnati a distruggere quell'unità formale tra palazzo Rossi e costruzioni neomoderniste, il secondo a correre ai ripari provando a cancellare di giorno le offensive notturne. Una fatica di Sisifo. Destinata a perpetuarsi all'infinito. "Questo progetto ci eviterebbe di cadere sotto il ricatto di un piccolo gruppo di balordi che sporca di continuo la piazza. Dobbiamo rispondere, da un lato accogliendo l'urgenza di proteggere i nostri spazi pubblici e dall'altra come opportunità di trasformarli con idee in grado di generare vita e qualità urbana, fornendo così occasioni per rivivere piazza Mazzini". Questo il senso: tornare a riappropriarsi di spazi preziosi, che ora vengono evitati e non valorizzati proprio perchè non siamo in grado di garantirne la qualità sociale e urbana. Il progetto verde, d'altro canto, non farebbe altro che porsi in connessione con l'altro lato della piazza, il giardino di fronte alla sede Rai, provando a costruire una identità ecologica forte. E magari fornendo spunti per un possibile riutilizzo dello spazio anche come luogo di eventi. La consultazione pubblica che è stata lanciata tra gli abitanti del quartiere, " ha avuto esito positivo, trovando grande interesse da parte di residenti e commercianti". Questo interesse si è trasformato, poco tempo fa, in una richiesta specifica al consiglio di quartiere di Gries. "E ora spingiamo - anticipa Borgo - perchè gli uffici comunali se ne facciano carico". Questo progetto, d'altronde, si inserisce in una revisione generale di approccio ai luoghi aperti in senso non più solo architettonico ma paesaggistico. Uno degli ultimi esempi è piazza dell'Università, ex Sernesi. In quel contesto il progettista Stanislao Fierro ha evitato di inserirvi solo arredi urbani tradizionali installandovi al contrario un "giardino dei ciliegi" . Che produce ombra e invita a sedersi vicino agli alberi. Nella stessa direzione sembra avviarsi anche piazza Matteotti che, nella sua riqualificazione, ha deviato verso una migliore fruibilità urbana e sociale a scapito di una troppo marcata esigenza di vuoto. Per piazza Mazzini, infine, il tema è anche il risparmio del denaro pubblico. Ad ogni offensiva dei graffiti corrisponde infatti la necessità di ripulire le pietre, in un continuo va e vieni di personale e materiali di pulizia. Senza contare la costante percezione di disagio e di insicurezza. Il verde, dunque, come gli alberi, per segnare la controffensiva della qualità di vita e sostenibilità. Piccoli boschi al posto delle architetture. (p.ca.)