MERANO. Dopo una gravidanza lunga e tribolata, anche le prime fasi del parto della nuova piazza Teatro si consumano in un clima travagliato. Se da un lato tutti concordano sulla necessità di sistemare una piazza che assomiglia a un incrocio, dove il traffico anarchico rende la vita difficile a pedoni e ciclisti e la superficie sconnessa fa piangere gli ammortizzatori, dall’altro lato il progetto di rifacimento non convince una buona quota di persone. Soprattutto chi sperava che potesse essere il momento giusto per allontanare il traffico privato dal cuore nevralgico della città, ipotesi che invece il progetto sconfessa.

Di mezzo ci s'è infilata pure l'iniziativa di un pool di privati che chiede di realizzare, contestualmente al maquillage, un garage interrato. Un'uscita contestata per tempistica, in quanto l'idea è stata ufficializzata il giorno in cui l'amministrazione ha presentato pubblicamente il progetto; accusata di non possedere legittimità, perché non si ravviserebbe interesse pubblico; capace di dividere la maggioranza in consiglio (in particolare opponendo Verdi e Svp), tanto che il contributo di franchi tiratori ha consentito l'approvazione di un ordine della Civica per Merano (minoranza) che impegna l'amministrazione a valutare gli aspetti tecnici, finanziari e viabilistici del progetto del garage sotterraneo entro 45 giorni dalla consegna in municipio e di dirottare sul consesso civico una decisione che doveva essere prerogativa dell'esecutivo.

Insomma, un ginepraio che fa discutere a più livelli e nel cui dibattito s'incunea Carmelo Caccamo, oggi del coordinamento meranese di Alto Adige nel cuore ed ex consigliere comunale e della Sasa, ruoli nei quali ha sempre seguito le questioni viabilistiche in prima linea. "Piazza Teatro non è solo una piazza da ristrutturare - afferma - è una piazza dove mettere ordine, non soltanto tra i pedoni e le auto, ma anche tra i partiti di maggioranza e i partiti di opposizione. Ed è l'occasione anche per dare importanza al Piano urbano del traffico, usato dalle lobby meranesi per raggiungere o per allontanare utili o dannosi obiettivi. Ed è anche l'occasione per ridare alla politica amministrativa quelle responsabilità, anche tecniche, che in questi lustri sono state gestite dal Comando della polizia municipale, al di fuori delle indicazioni tecniche che da oltre trenta anni si susseguono di Put in Put".

Secondo Caccamo, la ristrutturazione di piazza Teatro non piace com'è stata concepita, perché, malgrado il progetto definitivo presentato ai cittadini, farebbe scontrare due idee: da una parte nuovi parcheggi in centro e non solo per residenti, dall’altra la richiesta di nuove zone a traffico limitato.

"L'avvento dei Verdi in giunta non risolve questo problema per il semplice motivo che manca il coraggio di decidere, sovrastato dalla paura di sconquassare la giunta e arrivare a una crisi. I Verdi in effetti sono eredi di decisioni contrarie alle prescrizioni del Put, come la chiusura di corso Libertà alla circolazione dei bus e come la costruzione di circa 400 posti auto nei sotterranei dell'ex Bristol. E sono eredi anche di una variazione al Put del 2014 che lega qualsiasi iniziativa di cambiamento alla costruzione del tunnel sotto monte Benedetto. La ristrutturazione della piazza deve essere invece vissuta come l'occasione immediata per trasformare in Ztl le strade cittadine prossime alla piazza e dare ai residenti una possibilità di parcheggio e nel contempo limitare l'accesso al centro del traffico privato, almeno nel tratto di corso Libertà tra via Huber e piazza Teatro. L'assessore Rohrer si trova in questa tenaglia e non ha libertà di decisione. La sua proposta di rivedere il Put è onorevole, ma i tempi di attuazione sono lunghi. Merano ha bisogno di decisioni coraggiose". Tempi, già. Nei piani del Comune, l'avvio dei lavori è programmato per gennaio 2017. Ma c'è chi ne dubita.

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