BOLZANO. Cammini per strada, giri l’angolo e, come per magia, ti ritrovi in un’altra Bolzano, in un angolo di città che sembra appartenere a un’altra dimensione. Accade in piazza Verdi, dove migliaia di veicoli transitano ogni giorno e dove i turisti e i bolzanini indaffarati passano diretti verso il centro. La stragrande maggioranza di loro sale lungo via Alto Adige, ma sono tantissime anche le persone che imboccano “passaggio Duomo”, all’angolo con il “Citybar”. Lo fanno anche perché, proprio lì, proprio sul retro del teatro comunale, si trova la “Camera di Commercio” con i suoi uffici e i suoi dipendenti. Beh, pochi passi dopo aver lasciato piazza Verdi, ci si ritrova all’improvviso in una “terra di nessuno”. Di nessuno perché è palese che a nessuno interessa cosa accade lì dietro, ad ogni ora del giorno e della notte, nonostante le decine di uffici che si affacciano su quella parte di passaggio in cui si crea una sorta di cortile interno. Poche decine di metri quadrati, dove un esercito di “invisibili” si trova per fare i bisogni, per spacciare, per drogarsi, per dormire, per chiacchierare, per litigare e anche per mangiare. Lo racconta chi in quell’angolo di città ci lavora e lo racconta anche la montagna di rifiuti e i vergognosi resti di quelle attività.
Nell’aiuola centrale, dove ci sono piante e siepi, e dove il Comune ha anche piazzato delle trappole per i ratti, c’è un vero e proprio tappeto di cocci di bottiglie, ci sono siringhe, accendini e tutto ciò che può servire alla preparazione delle dosi, ci sono confezioni di vino in tetrapak, scodelle di plastica ancora piene di non ben definite brodaglie e ci sono escrementi ovunque. In un angolo, su una rastrelliera, tre biciclette sgangherate e incomplete completano il poco edificante quadro della piazzetta. Uno schifo, insomma. Uno schifo che, è il caso di ricordarlo, rappresenta il risultato della presenza di decine di persone che, soprattutto nelle ore notturne, occupano e vivono quegli spazi. «Abbiamo segnalato il problema – spiegano in zona – ma l’unico risultato è stato il potenziamento dell’illuminazione. E l’unico risultato ottenuto da quell’intervento è stato quello di rendere ancora più “vivibile” quest’angolo di città nascosto». Chissà, forse i faretti sistemati sui pali dovevano agevolare l’occhio delle telecamere, anch’esse piazzate in zona, ma hanno ottenuto l’effetto contrario. Sì, perché basta fare un giro da quelle parti quando cala il buio per vedere molti ragazzi (quasi tutti stranieri) infilarsi nel Passaggio Duomo, o nella passerella che parte da via Alto Adige, per raggiungere la piazzetta in questione. Un viavai continuo, un mondo che si muove, vive, mangia, dorme, si droga e litiga lontano dall’altra Bolzano, dalla gente “normale” che, forse d’istinto - e come darle torto? - di notte evita di imboccare il Passaggio Duomo e, in generale, di avventurarsi in quella zona, nonostante l’illuminazione a giorno. Un mondo parallelo che al mattino si dilegua e svanisce, ma che lascia sul terreno uno spettacolo indegno per Bolzano, accompagnato da miasmi che inducono conati di vomito.
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Nell’aiuola centrale, dove ci sono piante e siepi, e dove il Comune ha anche piazzato delle trappole per i ratti, c’è un vero e proprio tappeto di cocci di bottiglie, ci sono siringhe, accendini e tutto ciò che può servire alla preparazione delle dosi, ci sono confezioni di vino in tetrapak, scodelle di plastica ancora piene di non ben definite brodaglie e ci sono escrementi ovunque. In un angolo, su una rastrelliera, tre biciclette sgangherate e incomplete completano il poco edificante quadro della piazzetta. Uno schifo, insomma. Uno schifo che, è il caso di ricordarlo, rappresenta il risultato della presenza di decine di persone che, soprattutto nelle ore notturne, occupano e vivono quegli spazi. «Abbiamo segnalato il problema – spiegano in zona – ma l’unico risultato è stato il potenziamento dell’illuminazione. E l’unico risultato ottenuto da quell’intervento è stato quello di rendere ancora più “vivibile” quest’angolo di città nascosto». Chissà, forse i faretti sistemati sui pali dovevano agevolare l’occhio delle telecamere, anch’esse piazzate in zona, ma hanno ottenuto l’effetto contrario. Sì, perché basta fare un giro da quelle parti quando cala il buio per vedere molti ragazzi (quasi tutti stranieri) infilarsi nel Passaggio Duomo, o nella passerella che parte da via Alto Adige, per raggiungere la piazzetta in questione. Un viavai continuo, un mondo che si muove, vive, mangia, dorme, si droga e litiga lontano dall’altra Bolzano, dalla gente “normale” che, forse d’istinto - e come darle torto? - di notte evita di imboccare il Passaggio Duomo e, in generale, di avventurarsi in quella zona, nonostante l’illuminazione a giorno. Un mondo parallelo che al mattino si dilegua e svanisce, ma che lascia sul terreno uno spettacolo indegno per Bolzano, accompagnato da miasmi che inducono conati di vomito.
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