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BOLZANO. Circa dodici milioni di euro di investimento, quattro piani interrati, duecento posti auto destinati a parcheggio di rotazione a ore, altri duecento posti auto pertinenziali, ossia destinati ai residenti nelle vicinanze. Sul Park Vittoria il Comune non ha nessuna intenzione di fermarsi e, dopo più di qualche tentennamento in passato, ora si è deciso di imprimere un’accelerazione: il bando di gara per la progettazione dell’opera pubblica è stato assegnato e il contratto verrà firmato entro breve. Un iter assai lungo e complesso, quello della progettazione in dettaglio, anche per la delicatezza urbanistica e viabilistica dell’area, e che durerà fino al 2018, quando si stima di iniziare i lavori, della durata di circa due anni. Ancora non si è deciso se per i residenti si realizzeranno box chiusi o posteggi aperti, ma le stime parlano di circa 25 mila euro per posto. Se così fosse, una vera e propria sciccheria per una zona centrale e prestigiosa come piazza Vittoria.
La scorsa giunta comunale si era mossa a più riprese. Almeno tre. Innanzitutto si erano avviati i sondaggi geologici per verificare la fattibilità tecnica dell’opera. I risultati erano stati decisamente confortanti. A quel punto, si erano avviati due ulteriori passaggi: indagine di mercato in zona per sondare l’interesse dei residenti e studio di fattibilità o pre progetto che dir si voglia. Il tutto con la supervisione della ripartizione lavori pubblici guidata dall’architetto Marco Spada, in stretto contatto con la Soprintendenza ai beni culturali del Veneto, titolare dell’area attorno al monumento alla Vittoria. Proprio per le restrizioni imposte dai Beni culturali, si è scelto di realizzare le due rampe di entrata e uscita parallele ai lati esterni del tratto più stretto del parco Vittoria, quello che dà direttamente su Cappelli. Una rampa su via Cesare Battisti, l’altra su corso Libertà.
Studio di fattibilità e indagine di mercato, come era stato più volte ribadito, non erano vangelo, bensì indicazioni di massima per sondare il da farsi. Ora si sta per entrare maggiormente nei dettagli e, esattamente per questo, diverse questioni sono ancora aperte e verranno definite in itinere. In primis il costo. Per ora una stima approssimativa fornita dall’architetto Spada parla di circa 12 milioni. Ma dipenderà molto dalle scelte progettuali. A tale proposito, il Comune ha appena assegnato l’incarico di progettazione, per un importo di 499.693,60 euro, ad un raggruppamento temporaneo di imprese che vede come capifila gli studi dell’ingegner Mario Valdemarin (Bressanone) e dell’ingegner Marcello Botta (Milano). L’iter sarà complesso, perché verranno innanzitutto coinvolte sia l’urbanistica provinciale sia i Beni culturali, con i quali si intende condividere tutto (anche perché su certi aspetti il ministero pare sia assai più restrittivo della Provincia). Ma sarà lungo anche per numerosi altri motivi.
Tolta l’ampiezza del raggio della pertinenzialità - chi è dentro può farsi concedere il posto, chi è fuori no - ancora in fase di definizione per via della querelle legata al park Fiume, ci saranno da decidere almeno altre tre questioni.
Prima: su via Battisti i bus non riusciranno più a passare, ergo bisognerà studiare soluzioni alternative per la viabilità, ma bisogna vedere se i bolzanini saranno disposti ad accettarle. In secondo luogo, bisognerà sistemare altrove o in un altro modo il mercato del sabato. Terza questione: si dovrà decidere se realizzare box o posti auto aperti. Per i residenti i box sono più appetibili, ma i tecnici comunali temono possa accadere questo: che li si usi come magazzini o cantine, continuando a lasciare le auto in superficie. Perciò, si è orientati a realizzare sì dei box, ma costruiti in maniera tale da permettere il monitoraggio dall’esterno. Garage in cui, per semplificare, si possa guardare dentro per vedere se c’è parcheggiata o meno un’auto.
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