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BOLZANO. Quando saranno operativi i sei piani di garage interrati, Piazza Vittoria non sarà più la stessa. Ma, e questa è la novità, non apparirà come è stata disegnata nel dossier progettuale passato in consiglio comunale: si farà un bando, un concorso tra urbanisti. Perché l'idea, che sta facendosi strada in municipio è che l'”insieme” razionalista di Corso Libertà vada preservato anche nella "stesura" dei suoi spazi vuoti. «Che dovranno il più possibile restare vuoti», anticipa il sindaco. Dunque, stanno prendendo corpo anche sul piano amministrativo-urbanistico, tutte quelle perplessità fatte emergere da alcuni tra i più autorevoli architetti bolzanini, studiosi degli impianti modernisti che costellano la città, all'indomani dalla pubblicazione dell'impianto complessivo di riqualificazione dell'area: «Bene il cantiere di scavo, funzionali i sei piani di parcheggi per liberare l'asse dal traffico - hanno detto, tra gli altri Osvald Zoeggeler e Carlo Azzolini - ma la bellezza della piazza anni Quaranta, il suo rapporto virtuoso col verde sotto il monumento, sarebbe compromesso dall'immissione di inserti di arredo urbano confusi e, soprattutto, da quegli alberelli...».
Ora, dunque, lo schema è questo: 1) verranno restaurate e recuperate le lastre di pietra originale depositate da dieci anni nel magazzino comunale di viale Trento e riutilizzate quanto più possibile nella copertura; 2) il Comune ha dichiarato "solo esemplificativo" il disegno esterno del progetto; 3) sarà un bando, con probabilmente un contorno storico a corredo e posto a "confine" delle idee in concorso, a definire una volta per tutte quale sarà il volto di Piazza Vittoria tra un paio d'anni, una volta consegnati i parcheggi interrati. Molto, di questa rimessa a punto del progetto "visibile", è nato dopo un voto. Vale a dire dopo i due"no" (gli unici due) al programma di riqualificazione sotto e sopra della piazza in consiglio comunale. E visto che uno di quei sorprendenti "no", oltrechè dal consigliere Alberto Sigismondi era giunto da Giovanni Benussi, vecchia conoscenza di Caramaschi, quest'ultimo gli ha chiesto di andarlo a trovare: "Senti, vorrei solo sapere il perchè, i garage vanno bene no?...". Sindaco ed ex sindaco sono rimasti a parlare per un'ora. Hanno guardato vecchie foto, si sono spiegati, hanno osservato il piano dei lavori, gli alberelli, le griglie... E alla fine è emersa la comune perplessità verso una soluzione solo accennata. "Perchè lo è solo accennata - spiega Caramaschi - quella fatta passare in consiglio. Nel senso che è un disegno, un completamento estetico di quello che è il centro del progetto, cioè i garage. Una proposta nell'immediato. Insomma è come se si fosse guardato a un dolce appena uscito dal forno... aspettiamo di completarlo nella sua superficie, nella sua parte estetica". E per completarlo adesso si farà sul serio. Dato per inevitabile che il disegno originale, così come appare nelle vecchie foto, era già stato cancellato quando si sono disegnati i parcheggi in superficie operativi ancora oggi e, soprattutto, che sarà indispensabile prevedere le griglie di aerazione, l'idea che si fa largo in municipio è il ripristino quanto più possibile e fatta salva la sicurezza, dell'immagine originaria di "piazza vuota e solo selciata". A complemento di quella "piena e boschiva" sull'altro lato, sotto il monumento. Se si osservano le immagini coeve, si vede che, appena consegnata, la piazza aveva un selciato disegnato, con cornici più chiare o, rispettivamente, più scure rispetto alle pietre intorno. "Ancora adesso nel nostro deposito - osserva l'ingegner Mario Begher a capo dell'ufficio lavori del Comune - ci sono lastre di diversa tonalità". Insomma, il materiale c'è, e dunque perché non approfittare degli scavi per i lavori sotto terra, - si è probabilmente pensato in municipio - per approntare un'operazione non solo estetico-urbanistica ma anche di ripristino storico- culturale. Coinvolgendo ricercatori, architetti e studiosi e aprendo un bel confronto sulle radici estetiche di una parte di città. Quella "nuova".
Il tempo comunque c'è.
Perchè tra l'inizio degli scavi, la cantierizzazione e poi il lavoro infrastrutturale ci sono almeno uno o due anni per definire la cornice normativa, tra bando o concorso di idee o altra forma, che consenta di avviare la definizione della forma della piazza riqualificata. Le esperienze della città e della sua amministrazione in altre situazioni analoghe sono, in questi anni, un buon viatico. E intanto saranno avviati i lavori in superficie per ridisegnare, per primo, Corso Libertà.


