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BOLZANO. Ilaria Piccinotti, la giovane esponente del Pd, renziana della prima ora, è stata assunta nello staff dell’assessore Christian Tommasini come impiegata di ottavo livello nel dipartimento Cultura italiana, edilizia e lavori pubblici. Il suo è un contratto a termine legato al mandato dell’assessore, scadrà quindi tra quattro anni. Si è trattata di una assunzione per chiamata diretta, senza concorso, una possibilità offerta dalla normativa provinciale. L’ingresso nella amministrazione provinciale attraverso la porta principale, un posto in dipartimento insieme ad altri sette collaboratori e il direttore di ripartizione Katia Tenti, ha provocato una tale catena di malumori nel Pd, che Ilaria Piccinotti nei giorni scorsi ha postato su facebook il curriculum vitae per rimarcare la sua competenza. Era stata proprio Ilaria Piccinotti, arrivata alla sua quarta Leopolda, a introdurre Matteo Renzi sul palco del Rainerum il 19 ottobre del 2012. La comune militanza renziana l’aveva portata ad avvicinarsi al gruppo di Roberto Bizzo, tanto che dopo le elezioni provinciali per qualche settimana aveva lavorato in consiglio provinciale come segretaria particolare di Bizzo, vice presidente del Consiglio. I rapporti si sono poi raffreddati. Da questa estate Ilaria Piccinotti è impegnata nel gruppo di autoconvocati del Pd «Il futuro nelle nostre mani», con critiche pesanti sulla convivenza litigiosa tra correnti. Ventinove anni, ha conseguito la laurea in giurisprudenza a Trento con master nel medesimo ateneo.
Lei si è presentata come una delle portavoci del rinnovamento renziano. Nuova politica, vecchi sistemi per trovare lavoro grazie alla tessera di partito?
«Girano gossip, come se non avessi i titoli per ricoprire il ruolo e non fossi prima nella graduatoria della Provincia per le assunzioni di giuristi».
Ma lei è stata assunta per chiamata diretta.
«Sì, è stato scelto questo percorso. Ho avuto un colloquio con il capo dipartimento Tenti. La chiamata è stata formalizzata dall’ufficio Personale».
Gavetta niente?
«Pochi giorni dopo si era aperta una possibilità in un’altra ripartizione. È probabile che sarei stata assunta ugualmente».
Farà ancora politica?
«Certo. Ma non mi candiderò alle comunali». (fr.g.)


