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BOLZANO. Testa bassa e lavorare, evitando - se possibile - «ulteriori strumentalizzazioni politiche». L’ex vicesindaco di Bolzano e attuale capogruppo della Volkspartei in consiglio provinciale Elmar Pichler Rolle sottolinea di non avere alcuna intenzione di fare polemiche perchè quelle delle ultime 48 ore sulla presidenza della commissione d’inchiesta sull’energia sono state più che sufficienti per avvelenare il clima. Pichler Rolle preferirebbe tacere, almeno in questa fase, ma poi spiega di voler andare fino in fondo per cercare di dare ai cittadini - «irritati e delusi» - le risposte che cercano. Il modello, secondo Pichler Rolle, dovrebbe essere la commissione d’inchiesta sul caso Ipes, nella quale il consigliere Svp fece il presidente. «Quella commissione ha lavorato, a giudizio di tutti, in maniera efficace e veloce. La relazione è stata approvata sia dai membri della maggioranza che dell’opposizione». Nessuno ha cercato di cavalcare l’onda, come potrebbe invece avvenire sulla questione energia. In questa legislatura c’è stata, però, anche una commissione d’inchiesta arenatasi pressochè subito. «Sì, quella sulla vicenda Sad. I lavori non sono mai andati avanti per una serie di veti incrociati e gli avvocati hanno consigliato ai loro assistiti di non testimoniare complicando ulteriormente la situazione».
Su cosa si concentrerà il lavoro della commissione d’inchiesta?
«Abbiamo già individuato tre filoni. Il primo prevede una verifica generale della politica energetica altoatesina e una sua valutazione in termini politici; il secondo prevede la verifica, l'analisi e la valutazione politica del rilascio, da parte dell'amministrazione provinciale, delle concessioni sulle grandi derivazioni; e il terzo vertirà sull'attività delle fiduciarie nel settore energetico. Parleremo, dunque, anche dei contratti Sel-Enel-Edison e della vicenda Stein an Stein».
La commissione d’inchiesta riuscirà a pronunciarsi prima che si concluda il lavoro della magistratura?
«I risvolti penali della vicenda non ci riguardano. Ma è nostro dovere affrontare tutta la questione in maniera trasparente e in tempi brevi. Come accadde per la commissione Ipes, quando ci vollero davvero pochi mesi. Mi piacerebbe che non venissero discusse le posizioni dei singoli consiglieri, dei membri della commissione o dei partiti ma sarebbe opportuno concentrarsi sui compiti che il consiglio ci ha affidato».
Come hanno confermato diversi sondaggi gli altoatesini sono ormai sfiduciati. Lei condivide questo senso di frustrazione?
«Nonostante le polemiche dopo la prima seduta della commissione d’inchiesta auspico che non vi siano liti per motivi di appartenenza politica. I cittadini hanno diritto e voglia di sapere come si è lavorato veramente nel settore dell’energia. Mi impegnerò per fare chiarezza e lo farò nel modo più imparziale possibile ma chiederò ai miei colleghi di fare altrettanto. Capisco, in ogni caso, l’irritazione e la delusione della gente per quello che è successo».
C’è margine per recuperare, in tutto o almeno in parte, credibilità?
«L'unica strada per riuscirci è garantire da subito la massima trasparenza. Dobbiamo chiarire la situazione, evitare ulteriori danni alla nostra provincia e quindi anche alla nostra gente».
Riuscirete a passare dalle parole ai fatti?
«L’obiettivo è lavorare bene e sodo. Nella prossima riunione stabiliremo il calendario della commissione d’inchiesta e decideremo chi verrà ascoltato, su cosa lavorare ma anche quali atti esaminare».
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