PHOTO
Bolzano. Manuela Pierotti dirige le scuole per l'infanzia della Provincia in lingua italiana. Lo fa da tre anni e mezzo. Prima, metteva a punto modalità di gestione del personale. Sempre in Provincia. Sviluppo, competenze, conduzione amministrativa, dirigenza.
Ha visto passare generazioni di politici, da Viola a Widmann, da Saurer ad Achammer.
Ora ci entra lei in politica. Il suo sì alla lista civica di Caramaschi è la notizia di queste ore. Una novità al femminile. L'altro giorno è andata dal suo assessore, che è Giuliano Vettorato, Lega.
Per correttezza ha voluto chiedergli il permesso. Allora, come è andata?
«Lui è una persona corretta, io penso di esserlo. Conosciamo la nostra reciproca lealtà. Ci siamo salutati con un sorriso...».
Con Manuela Pierotti, due figlie, una vita nell'amministrazione, la “lista del sindaco” fa crescere la sua caratterizzazione professionale e anche le quote rosa interne: «Una volta si diceva società civile. Adesso immagino si possa parlare di persone che guardano alla politica da un altro lato e ci entrano direttamente dal mondo del lavoro".
Dentro la grande macchina dei provinciali può capitare di tutto.
A lei, qualche tempo fa, Engelbert Schaller lo storico dirigente dell'assessorato al personale, aveva affidato la gestione dei “conflitti”.
Il che vuol dire che per un po' ha percorso le zone d'ombra delle piccole e grandi molestie anche sessuali sul luogo di lavoro.
Le denunce, la ricerca della difficile verità, il mobbing: «Lì si impara ad ascoltare» dice adesso che è entrata in altri mondi. Quando si era trattato di impostare la fase due del Covid la scuola italiana era entrata in fibrillazione: si inizia o no, si riapre ma quando e quanto...
Manuela Pierotti la sua scuola per l'infanzia l'ha aperta. «Solo con una settimana di ritardo - sottolinea - . Ma si doveva fare, non restare chiusi ancora. Certo, fare in sicurezza, niente facilonerie...".
Che le ha detto Caramaschi per convincerla?
Che stare in una civica significa portare tanti mondi e farli entrare in contatto con la politica. Che qualche volta li esclude. Me l'ha messa lì quasi come un dovere civico.
E lei?
Ho dato subito qualche consiglio, ma piccolo, al sindaco.
Del tipo?
Che va bene fare e lui fa tanto ma serve anche fermarsi ogni tanto.
Ecco, dicono che se uno si mette a parlare troppo lui gli dica di stringere...
Non è vero. O meglio: chiede sempre ma non chi la tira troppo in lungo. Certo, è un pragmatico. Qualche volta taglia corto. Ma è perchè non smette mai di mettere le mani nelle cose. Vuole che vadano a buon fine e che lo facciano in fretta."
E la sua di politica?
Io mi espongo per le mie competenze. Tengo da parte le ideologie. In questo mi sento vicina al sindaco. Se c'è uno che agisce senza paraventi ideologici è lui.
E lei?
Beh, servono le idee , quelle sì. Non i paraventi".
Che farà?
Di sicuro continuo a lavorare, per adesso. Se succedesse qualcosa penso che il mio contributo è scritto nella mia storia professionale. So come muovermi in quella che oggi chiamiamo burocrazia, conosco i meccanismi di gestione delle organizzazioni, gli uffici del personale.
La scuola italiana ha vissuto momenti complicati quando si è trattato di riprendere dopo il Covid
In alcuni casi enfatizzati. Io, per quanto mi riguarda, la scuola per l'infanzia l'ho aperta. Non è vero che l'ha fatto solo quella in lingua tedesca. Ma il motivo di orgoglio è che lo ha fatto garantendo a tutti la sicurezza, ai bambini e agli adulti. I protocolli non sono grida manzoniane, vanno applicati nella realtà. E la realtà non è mai semplice.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ha visto passare generazioni di politici, da Viola a Widmann, da Saurer ad Achammer.
Ora ci entra lei in politica. Il suo sì alla lista civica di Caramaschi è la notizia di queste ore. Una novità al femminile. L'altro giorno è andata dal suo assessore, che è Giuliano Vettorato, Lega.
Per correttezza ha voluto chiedergli il permesso. Allora, come è andata?
«Lui è una persona corretta, io penso di esserlo. Conosciamo la nostra reciproca lealtà. Ci siamo salutati con un sorriso...».
Con Manuela Pierotti, due figlie, una vita nell'amministrazione, la “lista del sindaco” fa crescere la sua caratterizzazione professionale e anche le quote rosa interne: «Una volta si diceva società civile. Adesso immagino si possa parlare di persone che guardano alla politica da un altro lato e ci entrano direttamente dal mondo del lavoro".
Dentro la grande macchina dei provinciali può capitare di tutto.
A lei, qualche tempo fa, Engelbert Schaller lo storico dirigente dell'assessorato al personale, aveva affidato la gestione dei “conflitti”.
Il che vuol dire che per un po' ha percorso le zone d'ombra delle piccole e grandi molestie anche sessuali sul luogo di lavoro.
Le denunce, la ricerca della difficile verità, il mobbing: «Lì si impara ad ascoltare» dice adesso che è entrata in altri mondi. Quando si era trattato di impostare la fase due del Covid la scuola italiana era entrata in fibrillazione: si inizia o no, si riapre ma quando e quanto...
Manuela Pierotti la sua scuola per l'infanzia l'ha aperta. «Solo con una settimana di ritardo - sottolinea - . Ma si doveva fare, non restare chiusi ancora. Certo, fare in sicurezza, niente facilonerie...".
Che le ha detto Caramaschi per convincerla?
Che stare in una civica significa portare tanti mondi e farli entrare in contatto con la politica. Che qualche volta li esclude. Me l'ha messa lì quasi come un dovere civico.
E lei?
Ho dato subito qualche consiglio, ma piccolo, al sindaco.
Del tipo?
Che va bene fare e lui fa tanto ma serve anche fermarsi ogni tanto.
Ecco, dicono che se uno si mette a parlare troppo lui gli dica di stringere...
Non è vero. O meglio: chiede sempre ma non chi la tira troppo in lungo. Certo, è un pragmatico. Qualche volta taglia corto. Ma è perchè non smette mai di mettere le mani nelle cose. Vuole che vadano a buon fine e che lo facciano in fretta."
E la sua di politica?
Io mi espongo per le mie competenze. Tengo da parte le ideologie. In questo mi sento vicina al sindaco. Se c'è uno che agisce senza paraventi ideologici è lui.
E lei?
Beh, servono le idee , quelle sì. Non i paraventi".
Che farà?
Di sicuro continuo a lavorare, per adesso. Se succedesse qualcosa penso che il mio contributo è scritto nella mia storia professionale. So come muovermi in quella che oggi chiamiamo burocrazia, conosco i meccanismi di gestione delle organizzazioni, gli uffici del personale.
La scuola italiana ha vissuto momenti complicati quando si è trattato di riprendere dopo il Covid
In alcuni casi enfatizzati. Io, per quanto mi riguarda, la scuola per l'infanzia l'ho aperta. Non è vero che l'ha fatto solo quella in lingua tedesca. Ma il motivo di orgoglio è che lo ha fatto garantendo a tutti la sicurezza, ai bambini e agli adulti. I protocolli non sono grida manzoniane, vanno applicati nella realtà. E la realtà non è mai semplice.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.


